domenica 13 luglio 2008

Petrolio sulla pelle


Come noto, l'INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) è l'elenco degli ingredienti cosmetici espresso secondo una nomenclatura standard. Dal 1997 è obbligatorio, infatti, che ogni cosmetico immesso sul mercato riporti sulla confezione il proprio INCI, ovvero l'elenco degli ingredienti in esso contenuti. Tale elenco è composto in ordine decrescente. Cioè al primo posto compare l'ingrediente contenuto in percentuale più alta, a seguire gli altri, fino a quello contenuto in percentuale più bassa. Sotto l'1% gli ingredienti possono essere indicati in ordine sparso.
Ebbene, spesso si vedono in vendita prodotti che sbandierano sulla confezione proprietà eccellenti e ingredienti di derivazione totalmente naturale. Ma se non ci si ferma alle apparenze e a ciò che viene pubblicizzato sulla confezione, si scoprono spesso delle brutte sorprese, a dimostrazione del fatto che noi consumatori veniamo sempre più considerati come dei meri esseri a cui far spendere soldi, senza ovviamente far sapere per cosa vengono spesi è cioè cosa effettivamente si sta comprando!

Facciamo subito un esempio.
"NIVEA body, olio satinante, morbidezza infinita effetto seta - Olio di Avocado"!
Che bello, mi spalmo l'avocado sulla pelle!
Se si prova a girare la confezione e si va a leggere l'INCI si scopre che il primo ingrediente, e quindi quello con percentuale più alta è: "Paraffinum Liquidum". Cosa sarà mai?

 Wikipedia , la più grande enciclopedia on-line, ci dice:

"La paraffina liquida (nome INCI: Paraffinum Liquidum, Petrolatum, e il suo derivato Cera Microcristallina) è molto usata nel settore cosmetico come agente filmante, dando la sensazione di levigatezza. Sebbene abbia una indiscussa azione antidisidratante, in virtù del suo potere filmante, essa occlude i pori della pelle, impedendone la corretta traspirazione."

Mentre Biodizionario:

"grandi problemi, se ne sconsiglia l'uso a meno che sia il solo componente pericoloso e che sia tra i componente presenti in misura minore (cioè elencato alla fine della lista INCI)"

Non è ovviamente il nostro caso visto che si tratta del primo ingrediente e cioè di quello presente in misura maggiore!

Risultato: ci spalmiamo sulla pelle un derivato dalla raffinazione del petrolio, inquinante, non biodegradabile, recentemente inserito dalla direttiva europea tra i cancerogeni di classe II.
Essa è presente in molti altri prodotti tipo l'Olio Baby della Johnson&Johnson...poveri bimbi, che mele vi hanno fatto?
La paraffina è stata dunque dichiarata cancerogena dalla comunità europea, ma a causa di un piccolo cavillo ("è cancerogena per via delle impurità contenute, ma se un produttore sostiene che la sua è pura, può inserirla nel cosmetico") è ancora ampiamente utilizzata. Il motivo è semplice; a differenza di prodotti vegetali e molto più validi costa poco e non irrancidisce.

La sua funzione è quella di solvente, emolliente.
Dato che non e’ possibile aggiungere fisicamente acqua alla pelle,  l’unico potere idratante esercitato da un cosmetico è tentare di limitare l’evaporazione dell’acqua presente sulla sua superficie. A tal fine la paraffina “idrata” formando una vera e propria barriera tra l'epidermide e l'ambiente.
Tale barriera è però  innaturale e pericolosa, in quanto composta da molecole estranee a quelle dello strato idro-lipidico della pelle (la miscela di grasso e acqua distribuita sull'epidermide che costituisce l’idratazione naturale). La traspirazione ne risulta quindi ostacolata, i germi presenti sulla pelle restano intrappolati dalla paraffina e provocano irritazioni e favoriscono l'acne, specialmente su pelli predisposte. Volendo riassumere il concetto con un solo termine, diciamo che la paraffina è un composto comedogenico, cioè crea un "tappo" sui follicoli piliferi, facendo sì che cheratina, sebo, polvere si ossidino agevolando in tal modo la formazione degli odiosi "punti neri", ovvero i comedoni.

Morale della favola: prima di acquistare qualsiasi cosa leggete sempre gli ingredienti ed informatevi! Ne va della vostra salute.

E ricordatevi: mai avere un atteggiamento di totale sudditanza psicologica nei confronti della pubblicità che vediamo giornalmente in TV o sui giornali! Come diceva giustamente EINSTEIN  "la cosa importante è non smettere mai di porsi domande

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