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martedì 10 marzo 2009

La salute rifiutata









"L’unica maniera per dominare la Natura è obbedirle", diceva un tale Francis Bacon che di mestiere faceva il filosofo.
I 4 filmati visualizzati sopra sono relativi agli interventi di:
-
Gianluigi Salvador, referente energia e rifiuti WWF Veneto,
- D.ssa Antonietta Gatti
ricercatrice e direttrice del Laboratorio di Biomateriali,
Dipartimento di Neuroscienze
, presso l’Università di Modena e Reggio Emilia,
- Dr Michelangiolo Bolognini, Oncologo,
- Carla Poli
direttrice del Centro Riciclo Vedelago (Treviso).
I filmati sono stati registrati durante la conferenza "La salute rifiutata", tenutasi

Sabato 21 Febbraio 2009.
Meditate gente!

venerdì 27 febbraio 2009

Nucleare...è un problema di miopia o di stupidità?



Riporto, di seguito, una lettera scritta dal grande Dr. Stefano Montanari ed indirizzata al nostro Presidente del Consiglio:

"Egregio sig. Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana,

geograficamente altrove e culturalmente in altri contesti, Lei e il Suo nuovo amichetto francese vi sareste incontrati in qualche bar o, magari, in qualche salotto rigorosamente maschile per raccontarvi a voce più alta che si può le rispettive prodezze amorose per le quali andate ambedue giustamente famosi.

Ora, cancellata ogni traccia di dignità e di senso del ridicolo, in questa congiuntura storica dove il glamour e il grottesco in macedonia si sono guadagnati il posto da primato, è una sede istituzionale ad ospitarvi. E ad ospitarvi per fare business. Business a spese nostre, degl’italiani, intendo, efficacemente anestetizzati da anni di trattamento condotto da tutta la squadra, non importa la casacca occasionalmente indossata, di questa sorta di manicomio criminale che è diventata la nostra penisola. Business a vantaggio dei francesi che, senza i denari dei contribuenti italiani, non potrebbero tenere in piedi una baracca come quella del nucleare.

Non so quanto Le interessi, caro Presidente eletto da un parlamento anticostituzionale e, dunque, illegittimo, ma i risultati del referendum del 1987 (62% contro la Sua scelta, se la memoria mi sorregge) hanno vigore legale e, per questo, Lei ha infranto la legge alla stregua di qualunque delinquente. O di qualunque golpista,se la cosa Le appare meno ignobile e, chissà, addirittura ammantata di un alone romantico. Comunque sia, il fatto è che Lei sta tradendo il mandato del popolo che così sconsideratamente guida. E guida senza patente, proprio perché nessuno Le ha dato mandato di guidarlo, stante l’anticostituzionalità con cui si sono svolte le ultime elezioni-farsa. E guida senza tema d’incorrere in punizioni grazie alla cortesia di un presidente della repubblica che ha scelto questo modo per passare alla storia.

Credo sia inutile ricordarle l’idiozia di cercare energia in una fonte ovviamente in via d’esaurimento, ricordarle i costi della costruzione delle centrali, ricordarle i costi ancora maggiori per l’inevitabile smantellamento e ricordarle i costi per il trattamento delle scorie, un trattamento che, come ha più volte sottolineato quel rompiscatole del Premio Nobel Carlo Rubbia, semplicemente non esiste (vedi il dramma della montagna nello stato del Nevada imbottita di uranio ormai inservibile ma ancora radioattivo e, per di più, in continuo riscaldamento). Quindi, ciò che si prospetta al ronfante popolo italiano è una sequela di vacche magre non dei biblici sette anni ma degli altrettanto biblici settanta volte sette. E le malattie? Non si preoccupi: il professor Veronesi ci ha ormai addestrati a dovere.

Stamattina ho sentito alla radio di regime Gianfranco Fini gridare il suo pentimento riguardo l’antica convinzione antinuclearista, ma ieri sera, alla stessa radio, un tale (non ricordo il nome, ma i nomi degli attori contano poco rispetto a quello dei personaggi che interpretano) rassicurare i pazienti: metteremo le scorie in sicurezza. E noi andremo sulla Luna in bicicletta: stessa validità di ragionamento. Diteci come le metterete in sicurezza queste scorie e noi vi diremo come si fa ad andare in bicicletta sulla Luna. È vero che la maggior parte della mandria bovina è disposta a prestare fede alle bizzarre fantasie d’individui come l’ormai mitico professor Franco Battaglia dell’altrettanto mitica Università di Modena e Reggio Emilia, ma anche in Italia resta qualcuno che non ha ancora incenerito il cervello. Dunque, illustrate pubblicamente come tratterete le scorie e aspettatevi domande cui avrete l’obbligo di rispondere nel rispetto della scienza e senza ricorrere alle solite alchimie deliranti, per quanto oggettivamente efficaci dal vostro punto di vista.

A noi che non abbiamo reagito come Lei desiderava all’anestesia non resta che una speranza. Non avendo disponibile un’opposizione, troppo impegnata nel suo processo di suicidio al rallentatore per putrefazione, possiamo solo contare sulla tradizionale inefficienza italica. Inizieremo a discutere dove fare le centrali; avremo manifestazioni di centoventitre volonterosi che faranno lo sciopero della fame; decideremo con la violenza dove erigere quei lussuosissimi monumenti funebri; indiremo le gare d’appalto dopo averle accuratamente truccate; le ditte escluse porteranno in tribunale un po’ di gente; daremo il via ai lavori; li sospenderemo dopo un anno perché i costi, visti i ritardi, saranno aumentati e bisognerà fare delle revisioni. Intanto l’uranio 235 (che noi non abbiamo, alla faccia dell’indipendenza energetica) avrà raggiunto prezzi da capogiro perché sarà diventato rarissimo Ricordo a Lei e per i distratti che l’uranio costava 7 dollari la libbra nel 2001 e nel 2007 chi ne desiderava sempre una libbra di dollari ne sborsava 135. Ora, caro Presidente del Consiglio, Lei è un uomo d’affari e sa che se la domanda cresce e l’offerta cala, i prezzi vanno su. E, se lo sa Lei, è quello che qualunque italiano sa, appena appena sia sveglio.

Ma i costi dell’uranio incidono poco su quelli della follia nucleare presa in toto. I costi insostenibili sono altri e nessuno vuole calcolarli. Sicurezza? Scorie? Ambiente? Salute? E a noi che c’importa?

Che cosa si farà da subito? Beh, è naturale: si stanzieranno i soldi (i nostri) per istituire commissioni di studio che dovranno avere la consistenza scientifica che hanno quelle del Progetto Moniter della regione Emilia Romagna. E si faranno trovare sotto l’albero di Natale (da noi quel Natale dura dodici mesi l’anno) tanti bei quattrini a parenti, amici e professori con le brache in mano.

Il risultato? Quello sperato, e con fondatezza stante l’antica esperienza, è che il tutto si sarà risolto in una delle tante rapine, magari stavolta un po’ più costosa del solito, e basta. Personalmente ho molti dubbi che le centrali nuove entreranno davvero in funzione. Se non altro perché di uranio 235 non ce ne sarà più (è lo 0,3% dell’uranio totale).

Nel frattempo, egregio signor Presidente, per mostrarci la Sua pur notissima buona fede, potrebbe dare il buon esempio: proponga Arcore come sede di una centrale, la più grossa, e la Sua villa in Sardegna come discarica per le scorie. Vedrà che Cappellacci Le darà una mano."

P.S. Per favore, Presidente, dia un’occhiata a questi tre video e risponda, magari aiutato dei Suoi luminari:http://www.unonotizie.it/3987-italia-lo-scienziato-gianni-mattioli-ecco-perche-bisogna-dire-no-al-pericoloso-nucleare.php
http://www.dani2989.com/matiere1/uraniumprezzo.htm

giovedì 22 gennaio 2009

Non solo il formaggio ha i buchi...ma anche ecofont!



Ebbene sì!
"After Dutch holey cheese, there now is a Dutch font with holes as well."
Volete risparmiare, aiutare l'ambiente e salvaguardare la vostra salute?
Allora non vi resta che andare qui!
Scaricare "ecofont" ed installarlo sul vostro PC, seguendo questi semplici passaggi. "Ecofont" è stato disegnato dalla società olandese Spranq, secondo la quale il risparmio di toner può arrivare a superare il 20%! Questo, oltre a consentire un buon risparmio economico, riduce l'esposizione alle sostanze chimiche pericolose, per l'ambiente e per la salute, presenti nel toner stesso. Sto parlando del nerofumo, del cromo esavalente (quest'ultimo cancerogeno e teratogeno) e delle nanoparticelle.
Allora cosa aspettate...installate subito "ecofont"!

sabato 8 novembre 2008

Sporchi da morire



Ammettendo l'uomo la natura ha commesso molto più di un errore di calcolo: un attentato a se stessa.(Émile M. Cioran)

Poveri noi! Diffondete!!

giovedì 23 ottobre 2008

Risolvere la crisi economica con la rottamazione: pura UTOPIA!



Riporto di seguito un bellissimo articolo pubblicato su scienzaesalute.

"Un Paese da rottamare. La crisi economica ci strozza e non si fa attendere la geniale proposta del Ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola che ha presentato il nuovo piano di Governo per evitare il crollo delle imprese italiane: via alla rottamazione. Non solo auto, la novità sono gli elettrodomestici, finanziati attraverso il denaro dei contribuenti, che rappresenteranno secondo le parole di Scajola la parte più significativa delle “nuove” misure volte a sostenere lo sviluppo industriale nel nostro Paese.

Ma quali risultati si aspettano? Bisogna dire a Scajola che l'italiano medio non cambia auto ogni anno, anzi il trend è cercare di usarla sempre meno. E poi c'è da considerare l'inquinamento che si produce: "qualunque sia l'oggetto della rottamazione, essa si manifesta nell'anticipare innaturalmente la morte di un prodotto in modo da consentire alle aziende di venderne uno nuovo" commenta Rosario Mastrosimone del blog Sostenibile "con la rottamazione si favorisce la trasformazione di prodotti ancora funzionanti in spazzatura, favorendo al contempo un'illusoria crescita economica creata dopando la domanda di prodotti, ma destinata a spegnersi in poco tempo".

Ma a chi serve rottamare? All'industria dell'auto ma certo non all'ecologia.
Negli ultimi anni i vari governi che si sono succeduti hanno rottamato di tutto: la cultura, la giustizia, l’ambiente, i frigoriferi, le auto, i lavoratori, il buonsenso, le pensioni, i risparmi, la scuola, la sanità, perfino la speranza, riflette Marco Cedolin sul blog Il Corrosivo.

Una proposta bocciata dalla Blogosfera: nei molti commenti si sostiene che neppure la rottamazione sarà in grado di tenere in vita artificialmente dei settori come quello automobilistico e quello degli elettrodomestici che in tutto l'occidente stanno andando per forza di cose incontro ad un notevolissimo ridimensionamento dopo avere saturato il mercato oltre ogni limite.

Non siamo più alla fine degli anni '50, ai bei tempi del miracolo economico. In un Paese dove il divario tra ricchi e poveri diventa sempre più profondo, stando ai dati Ocse, la rottamazione è il piano anticrisi per rilanciare l'economia? "Un incentivo per le trasformazioni a GPL, metano o addirittura elettriche sarebbe almeno stato una novità", commenta Debora Billi del blog Petrolio, ma sembra che una peculiarità squisitamente italiana sia l'essere in ritardo. Dai mezzi pubblici agli impegni presi è tutto in ritardo. Un ritardo culturale, scrive Mario Delfino sul blog Parole Verdi, visto che ancora non si è capito che la tutela ambientale non costituisce un vincolo ma un'opportunità."

Che dire...siamo in buone mani!

Bruce E. Levine, autore di "Surviving America's Depression Epidemic: How to Find Morale, Energy, and Community in a World Gone Crazy" (Chelsea Green Publishing, 2007) scrive: "Sarebbe molto più facile uscire dall’ondata di depressione a cui stiamo assistendo se non avessimo paura di ammettere che la nostra società di consumi ci rende infelici"

domenica 19 ottobre 2008

Morire a norma di legge


Ieri sera sono stato a Pomezia (RM) a sentire una conferenza sugli inceneritori e sulle nanoparticelle. Ovviamente relatore delle serata è stato il Dr. Stefano MONTANARI, uno dei maggiori esperti di nanopatologie insieme alla moglie Dott.ssa Antonietta M. Gatti.
E' stata veramente una serata interessantissima ed utilissima per tutti i partecipanti, i quali hanno finalmente potuto capire cosa sono gli inceneritori, se sono utili a qualcosa, se fanno male alla salute e a chi fanno "comodo" e perchè!
Inoltre ho avuto modo anche di acquistare il suo libro "Il girone delle polveri" che mi son fatto rigorosamente autografare, dovo avergli stretto la mano ed avergli esternato la mia profonda stima.
E' un libro eccezionale...che si legge in una nottata!
Il ricavato delle vendite dei suoi libri verra' utilizzato dal suo laboratorio per continuare ad effettuare ricerche sulle nanopatologie. La ricerca costa moltissimo ed in Italia o ci si arrangia, o si va a fare ricerca all'estero oppure si cambia lavoro.
Basta riflettere su quel che fanno i nostri cari politici, e nello specifico il nostro ministro dell'ambiente Stefania Prestigiacomo. Il nostro ministro, anzicche' documentarsi sugli immensi danni alla salute provocati dagli inceneritori, si preoccupa di presentare un emendamento alla Finanziaria sugli incentivi Cip6 agli impianti cosiddetti di termovalorizzazione
( termine che non esiste, è semplicemente un'invenzione dei nostri politici per farci digerire meglio gli inceneritori ) dei rifiuti in deroga alla direttiva comunitaria 77/2001! Il ministro Prestigiacomo dovrebbe ricordare che lei è il ministro dell'ambiente, cioè deve essere pro ambiente e non contro l'ambiente, e quindi i famosi incentivi Cip6 devono essere destinati alle fonti rinnovabili e non ai "cancrovalorizzatori" o inceneritori che dir si voglia!L'ennesima truffa, quindi, ai danni dei cittadini e dell'ambiente e quindi della salute di tutti noi!
Invito tutti a partecipare ad una delle tante conferenze che il Dr. Montanari terrà nelle varie città d'Italia: ne vale veramente la pena!
Nel filmato che ho inserito in questo post potete guardare un estratto della conferenza che il professore a tenuto settimane fa in quel di Marano (NA).
Francesco BACONE, filosofo e saggista inglese del '600 diceva: "alla Natura si comanda solo ubbidendole"!

sabato 13 settembre 2008

Purificare l'aria con le piante negli ambienti chiusi



Molte ricerche hanno dimostrato che l'aria delle abitazioni e degli uffici può essere molto più inquinata di quella esterna. Ciò è dovuto ad una moltitudine di agenti inquinanti presenti negli ambienti chiusi e può provocare vari disturbi alle persone che ci vivono per parecchie ore.
Mi riferisco a disturbi come allergie, asma, cefalee, disturbi del sistema nervoso, ecc.
Giacchè oggi la maggior parte delle persone effettua lavori al chiuso, credo che il problema possa riguardare un'alta percentuale di persone che, loro malgrado si trovano a dover convivere con esalazioni di composti chimici nocivi come la formaldeide, la ammoniaca, il benzene, alcoli, toluene, acetone, tricloroetilene, ecc., che provengono da vernici, detersivi, cosmetici, fumi, materiali plastici, compensato, lacche, adesivi, ecc.
La formaldeide, ad esempio, è un' aldeide molto pericolosa in quanto è stato dimostrato essere cancerogena sui roditori, provocando un tasso di incidenza di cancro al naso ed alla gola superiori al normale; essa, inoltre, è in grado di interferire con i legami tra DNA e proteine.
La “sindrome da edificio malato”, grazie ad una crescita della chimica fuori controllo, è quindi una realtà, che può però essere combattuta con un tocco di verde. A sostenerlo , infatti, è una ricerca condotta dalla NASA nel 1989 nell’ambito di studi sulla purificazione dell’aria nelle basi lunari.
Secondo tale studio dal titolo "INTERIOR LANDSCAPE PLANTS FOR INDOOR AIR POLLUTION ABATEMENT", vi sarebbero almeno 50 comuni piante d'appartamento in grado di rimuovere i suddetti vapori chimici nonchè di umidificare l'aria.
Non sto qui ad elencare tutte le piante prese in considerazione dallo studio. Mi limito semplicemente ad elencarne due tra le più efficaci:
  • Nephrolepis exaltata (Felce di Boston): la migliore per purificare ed umidificare l'aria. Particolarmente efficace contro la formaldeide.
  • Spathiphyllum sp. (Spatiffilo): molto indicata per rimuovere benzene, tricloroetilene, acetone, alcoli e formaldeide.
Per chi voglia approfondire l'argomento consiglio di leggere “Amiche piante” del Dr. B.C. Wolverton, uno dei ricercatori della NASA che ha partecipato allo studio, e questo sito per tutti i riferimenti scientifici.
Non dimentichiamo mai di ringraziare madre natura. E soprattutto...non dimentichiamo mai di rispettarla. Sempre!!

mercoledì 10 settembre 2008

Emergenza Rifiuti finata?


Ma l'emergenza rifiuti non era finita?
Il nostro Premier Silvio Berlusconi, con tutti i suoi giornali e le sue TV, non ci aveva raccontato che l'emergenza rifiuti era finita? A me sembra di ricordare così... ma a vedere il filmato di "QuiNapoliLibera" sembra proprio che il nostro caro Premier ne abbia detta un'altra delle sue! Per lui è sempre facile raccontare balle agli italiani, visto che gli basta chiudere i rubinetti dell'informazione e tutto, come per magia, sparisce! Anche i rifiuti spariscono!
Non si vedono più in TV e quindi gli italiani pensano che sia tutto finito! Niente più rifiuti, soltanto rose e ciclamini! Che belle favole.
Fortuna che esistono persone serie come "QuiNapoliLibera" che ha provveduto a filmare quel che è la situazione reale e cioè i rifiuti che ancora incorniciano le strade del suo comune!
Non sono, dunque, spariti i rifiuti, ma soltanto i giornalisti e le telecamere!
La disinformazione, purtroppo, in questo Paese regna sempre sovrana!

giovedì 17 luglio 2008

Il Petrolio alle stelle e la Logica sotto terra



Come tutti sappiamo giorno dopo giorno siamo sempre più poveri a causa della inarrestabile crescita dell'oro nero. Il problema è veramente serio e preoccupante!
Siamo passati da 9,82 dollari al barile nel 1999 ai circa 150 dollari di qualche giorno fa. La crescita è esponenziale, e siamo solo all'inizio. Il tutto si ripercuote ovviamente sulle nostre tasche. basta considerare che nel 2005 per acquistare un litro di benzina erano necessari 1 euro, mentre oggi ce ne vogliono almeno 1,5 cioè un incremento del 50% in soli 3 anni.
Ripeto, il problema è serissimo, eppure ogni giorno quel che tiene banco è il penoso teatrino delle intercettazioni telefoniche, delle “veline”, delle dichiarazioni di questo o di quel parlamentare, delle leggi ad personam, dell'attacco costante ai magistrati, dei ministri-ombra di se stessi ecc.
In mezzo a tutto questo chiacchiericcio, nessuno parla quasi più dei veri problemi del paese e dell’evidenza che stiamo diventando sempre più poveri per il costo dell’energia.
A dire il vero un piccolo consiglio per il Governo io ce lo avrei. Un consiglio teso a cercare di far qualcosa di concreto e di immediato per risolvere, o almeno ridurre, questo disastroso problema.
Basterebbe, infatti, leggere un bellissimo libro di Maurizio Pallante dal titolo “Un futuro senza luce?”.
Anche senza essere dei matematici, dal libro si apprende facilmente che l'attuale legge che prevede l'obbligo di accendere i fari anche di giorno nonstante sia presente un sole accecante, fa sì che ciascun automoblista consumi circa 41 litri in più all'anno per ogni veicolo, approssimando il tutto per difetto (con un incremento percentuale che oscilla fra il 2,8 e il 4,1). Ciò è dovuto ovviamente ad un maggior dispendio di energia da parte dell'alternatore necessario per permettere alle luci di funzionare nelle ore diurne.
Se si considera che gli automezzi in circolazione sono circa 40 milioni, l’incremento complessivo dei consumi di carburante dovuto a questa legge insensata è pari a: 1,5 euro al litro X 41 litri annui X 40 milioni di automezzi = 2.460.000.000 di euro all'anno.
Ciò, ovviamente comporta anche un aumento delle emissioni di diossido di carbonio di circa quattro milioni di tonnellate.
A questo punto la domanda nasce spontanea? Come mai bisogna tenere per forza le luci accese anche con un'eccellente visibilità e far spendere ai cittadini 2.460.000.000 di euro all'anno, nonchè danneggiare ulteriormente il già disastrato ambiente senza per giunta alcun guadagno in termini di sicurezza (visto che, come tutti sappiamo, il problemi degli incidenti sulle strade dipendono quasi esclusivamente dall'alta velocità e dal non rispetto del codice della strada e non certo dal tenere le luci costantemente accese anche di giorno!)?
Per dare una risposta a questa domanda basta sapere che più della metà del prezzo dei carburanti sono imposte!
Quindi l’erario, con questa astuta quanto subdola legge ha incrementato annualmente i suoi incassi di una cifra pari a più di 1 miliardo di euro.
Il tutto fregandosene altamente dell'ambiente, dei protocolli di Kyoto e, soprattutto, della nostra salute e delle nostre tasche.
Veramente una vergogna!
Ci vuole tanto a cambiare una legge del genere, almeno ora che il petrolio è alle stelle e la logica sotto terra?

venerdì 30 maggio 2008

LE INFINITE BALLE SUL NUCLEARE


Sono giorni che si sente parlare del ritorno al nucleare. L'argomento è senz'altro delicato e difficile. In questi casi i "premi nobel" per la fisica che siedono in Parlamento o al Governo come Scajola, dovrebbero fare un passettino indietro ed affidarsi alla vera scienza, ad un vero premio Nobel per la Fisica: Carlo Rubbia, il quale ci ha insegnato una cosa molto semplice e cioè che non si può pretendere di vivere prelevando energia dall’interno di un sistema, ma bisogna per forza prenderla da fuori (il Sole).
Ed allora diamo la parola al grande Rubbia ed impariamo qualcosa dalle sue parole, facciamo tesoro della conoscenza di un premio Nobel anzicchè ascoltare le sciocchezza che sentiamo giornalmente in TV sulla delicata materia del nucleare!

Di seguito una recente intervista allo scienziato apparsa a pag. 25 de "La Repubblica" del 30 marzo 2008.

“Il petrolio e gli altri combustibili fossili sono in via di esaurimento, ma anche l’uranio è destinato a scarseggiare entro 35-40 anni. Non possiamo continuare perciò a elaborare piani energetici sulla base di previsioni sbagliate che rischiano di portarci fuori strada. Dobbiamo sviluppare la più importante fonte energetica che la natura mette da sempre a nostra disposizione, senza limiti, a costo zero: e cioè il sole che ogni giorno illumina e riscalda la terra”.

"Quando è stato costruito l’ultimo reattore in America? Nel 1979, trent’anni fa! Quanto conta il nucleare nella produzione energetica francese? Circa il 20 per cento. Ma i costi altissimi dei loro 59 reattori sono stati sostenuti di fatto dallo Stato per mantenere l’arsenale atomico. Ricordiamoci che per costruire una centrale nucleare occorrono 8-10 anni ( consideriamo che in Italia 8-10 anni è una stima molto ottimistica, con i tempi che abbiamo noi ci vorranno almeno 20 anni!) di lavoro che la tecnologia proposta si basa su un combustibile, l’uranio appunto, di durata limitata. Poi resta, in tutto il mondo, il problema delle scorie”.

Non esiste un nucleare sicuro. O a bassa produzione di scorie. Esiste un calcolo delle probabilità, per cui ogni cento anni un incidente nucleare è possibile: e questo evidentemente aumenta con il numero delle centrali."

" Il carbone è la fonte energetica più inquinante, più pericolosa per la salute dell’umanità. Ma non si risolve il problema nascondendo l’anidride carbonica sotto terra. In realtà nessuno dice quanto tempo debba restare, eppure la CO2 dura in media fino a 30 mila anni, contro i 22 mila del plutonio. No, il ritorno al carbone sarebbe drammatico, disastroso”.

“C'è un impianto per la produzione di energia solare, costruito nel deserto del Nevada su progetto spagnolo. Costa 200 milioni di dollari, produce 64 megawatt e per realizzarlo occorrono solo 18 mesi. Con 20 impianti di questo genere, si produce un terzo dell’elettricità di una centrale nucleare da un gigawatt. E i costi, oggi ancora elevati, si potranno ridurre considerevolmente quando verranno costruiti in gran quantità. Basti pensare che un ipotetico quadrato di specchi, lungo 200 chilometri per ogni lato, potrebbe produrre tutta l’energia necessaria all’intero pianeta.Per rifornire di elettricità un terzo dell’Italia, un’area equivalente a 15 centrali nucleari da un gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo di Roma”. E un’area di queste dimensioni equivale appena allo 0,1 per cento delle zone desertiche del cosiddetto sun-belt.

"I nuovi impianti solari termodinamici a concentrazione catturano l’energia e la trattengono in speciali contenitori fino a quando serve. Poi, attraverso uno scambiatore di calore, si produce il vapore che muove le turbine. Né più né meno come una diga che, negli impianti idroelettrici, ferma l’acqua e al momento opportuno la rilascia per alimentare la corrente”.

Se è tutto così semplice, come mai allora non si fa nulla di tutto questo?

“Il sole non è soggetto ai monopoli. E non paga la bolletta. Mi creda questa è una grande opportunità per il nostro Paese: se non lo faremo noi, molto presto lo faranno gli americani, com’è accaduto del resto per il computer vent’anni fa”. (30 marzo 2008).

Segnalo infine un bellissimo articolo di Carlo Bertani che ci dimostra,matematicamente, come il calcolo dei costi del nucleare sia stato fatto con i piedi dai nostri cari politici!

Concludo dandovi un chiaro esempio di utilizzo intelligente delle risorse rinnovabili.

Si chiama El Hierro, ha energia al 100% rinnovabili e garantisce energia a 10.600 persone. Ha inoltre una riserva di energia di una settimana in caso di problemi.
Per maggiori informazioni date un'occhiata a questo sito.
http://www.soitu.es/soitu/2008/01/30/medioambiente/1201694159_265857.html

lunedì 26 maggio 2008

FIRMATE LA PETIZIONE PER LE AUTO ELETTRICHE



Vogliamo risolvere definitivamente l’impatto delle emissioni di CO2 e di PM10 e abbassare la dipendenza dal petrolio?
Penso che la risposta sia per tutti affermativa!
Allora diamoci da fare. Firmiamo e diffondiamo ai nostri amici e parenti, la petizione per sollecitare il Parlamento europeo ad adottare politiche urgenti nel favorire la diffusione di veicoli ibridi, elettrici e a Fuel cell.

Firma qui

Via| ecoblog.it

sabato 24 maggio 2008

Che vergogna!!!!




E' veramente uno schifo. A vedere queste immagini scattate a Chiaiano (Napoli) mi rendo conto che in Italia ormai la democrazia è scomparsa. Non c'è più nemmeno la possibilità di manifestare per cose serissime come il diritto alla salute, perchè alla fin fine di quello si tratta..."distruggere" l'ambiente significa distruggere la nostra salute! Le due cose sono strettamente collegate!
Chi ci Governa questo dovrebbe saperlo!
Ed invece il nostro Governo ha deciso di secretare e militarizzare le discriche e gli inceneritori. Ha deciso che chi organizza manifestazioni di protesta debba avere fino a cinque anni di carcere.
Ha deciso che le popolazioni locali siano estromesse da ogni processo decisionale.
Ha deciso che ogni voce di dissenso sia repressa con la forza .
E a questo punto mi chiedo.
Come mai non è stato fatto a Napoli quello che viene fatto da anni a Camberra? O a Sidney? O a San Francisco? O, volendo rimanere in Italia, a Vedelago vicino Treviso?
Come mai? E' così difficile realizzarlo?! E' forse difficile perchè costa decisamente meno rispetto alla costruzione di un inceneritore, e quindi ci sono meno interessi in gioco? Chissà! Se veramente esiste un DIO da qualche parte, spero che quanto prima faccia qualcosa per far capire a chi ci governa quali sono le vere soluzioni per il problema rifiuti! Soluzioni per il bene comune e non per il bene (o per le tasche) di pochi!!
Povera Italia. Non ci resta altro che cambiare Nazione.

Tutte le foto su Repubblica.it

Segui gli avvenimenti su Globalproject

venerdì 23 maggio 2008

NEGOZIO COMPRA RIFIUTI



Qualcosa di buono per la salvaguardia dell’ambiente cominciamo a fare anche noi italiani. Finalmente!

Non c'è solo chi parla di discariche e cancrovalorizzatori , ma anche, udite udite… chi si preoccupa di aprire un negozio che acquista rifiuti dai cittadini, così come avviene già da anni in Svizzera, Germania e Stati Uniti. La splendida idea è venuta ad un imprenditore di Moncalieri, vicino a Torino. Il suo nome è: Paolo Araldi. Grazie al suo piccolo negozio, i cittadini di Moncalieri e dintorni potranno vendere la spazzatura prodotta, anzicchè buttarla nei cassonetti classici. Tutto ciò a vantaggio dell’ambiente, della nostra salute e anche delle nostre tasche.

Si avete capito bene: delle nostre tasche! Infatti i rifiuti vengono acquistati dall’imprenditori ai seguenti prezzi:

  1. 4 centesimi al Kg per la carta
  2. 40 centesimi al Kg per l’alluminio
  3. 17 centesimi per il ferro

Tali rifiuti così recuperati finiranno poi nella filiera per il riciclaggio.

Diciamo, quindi, che come inizio non c’è male. Speriamo che sia solo l’inizio di un ciclo virtuoso che ponga fine ai disastri ambientali che stanno avvenendo e che avverranno ancora se si continua su questa strada maledetta: cioè la strada del dare priorità alle discariche e agli inceneritori anzicchè alla riduzione degli imballaggi alla fonte, al riuso, al riciclo e alla raccolta differenziata porta a porta o tramite progetti come quello appena descritto.

giovedì 22 maggio 2008

CELLULARI VECCHI IN CAMBIO DI PANNELLI SOLARI



Chi è in possesso di un cellulare vecchio e ha intenzione di liberarsene, da alcuni giorni ha la possibilità di consegnarlo presso uno dei tanti negozi Vodafone sparsi sul territorio.

Grazie a questa ottima iniziativa della nota multinazionale, i vecchi cellulari anzicchè finire in discarica, potranno essere utilizzati per il riciclo di alcuni o tutti i componenti dello stesso.

Non solo. Ogni 10.000 cellulari raccolti, l’azienda finanzierà l’installazione di pannelli solari in alcune scuole d’Italia.

Ottima iniziativa.

martedì 20 maggio 2008

PERCHE' BUTTARE QUANDO SI PUO' DONARE?


Invito tutti i lettori del blog ad iscriversi a FREECYCLE.
Si tratta di una rete costituita da 4381 gruppi e da più di 5 milioni di persone sparse in tutto il globo!
La filosofia su cui si basa tale rete è semplicissima!
Se non ho più bisogno di un oggetto, prima di buttarlo nel cassonetto della spazzatura perchè non provo prima a vedere se possa interessare a qualcuno?
Se la risposta è affermativa, il passo successivo sarà la donazione gratuita dell'oggetto all'interessato.
Così facendo ci sono solo vantaggi per tutti:
- si aiuta l'ambiente riducendo i rifiuti
- si rendono felici le persone
- un domani potremmo essere noi ad aver bisogno di qualche oggetto non più necessario ad altri e ad avere la possibilità di riceverlo gratuitamente.
Nel video, invece, c'è una proposta analoga altrettanto valida.

lunedì 19 maggio 2008

Un concetto basilare da diffondere, incollare sui blog e linkare a più non posso




Inceneritori, centrali termoelettriche, cementerie, e distillerie sono ai sensi di legge impianti insalubri di categoria 1. Vale a dire che la loro installazione causa un deprezzamento degli immobili e dei terreni circostanti per chilometri e chilometri: chi risulta patrimonialmente danneggiato dalla perdita di valore catastale potrà rivalersi in sede giudiziaria su chi ha l'ultima parola in materia di rilascio dell'autorizzazione saintaria (senza la quale non è possibile procedere alla costruzione), vale a dire sul Sindaco del Comune interessato.
I cittadini devono organizzarsi e far valere i loro diritti sia a tutela della salute che del proprio patrimonio.

Comitato per la salvaguardia dell'Ambiente e della Salute Pubblica di Gualdo Cattaneo e Giano dell'Umbria (PG)
ID Skype: comitatoambientegualdocattaneo
E-mail:
comitato.ambiente.gualdo.cattaneo@gmail.com
Blog: http://comitatoambientegualdocattaneo.blogspot.com

mercoledì 14 maggio 2008

PULIZIA DEI PAVIMENTI



Una valida alternativa alle schifezze chimiche per pulire i pavimenti che si trovano oggigiorno in commercio è la seguente semplicissima ma efficace ricetta:
- 5 litri d'acqua ( in un secchio )
- 1-2 bicchieri di aceto bianco
Il risultato che otterrete sarà una efficace azione sgrassante e pulente che non ha nulla da invidiare ai costosi ed inquinanti detergenti presenti in commercio.
VANTAGGI: non inquinate l'ambiente, non respirate sostanze chimiche pericolose, i vostri bambini potranno gattonare o giocare per terra senza alcun problema di venire a contatto con sostanze pericoloso, ed infine risparmio economico.
SVANTAGGI: nessuno in particolare, se non fosse per il forte e spesso sgradevole odore di aceto, e per il fatto che tale prodotto non va assolutamente utilizzato per pulire il travertino e il marmo (l'aceto, infatti, sciogliendo il calcare in modo egregio, farà la stessa cosa col marmo e col travertino, composti prevalentemente di carbonato di calcio-CaCO3).

domenica 27 aprile 2008

INGEO = Biobottiglia

bottiglia acqua

Grazie all'ingeo, nuova fibra rivoluzionaria della società statunitense Cargill Dow Llc (Minnesota) e derivata al 100 per cento da risorse naturali, a breve avremo sulle nostre tavole delle bottiglie biodegradabili al 100% che si decompongono in 80 giorni circa!

L'ingeo, nome derivato dal greco che sta per "ingredienti naturali della terra", ha le stesse prestazioni delle fibre sintetiche derivate dal petrolio ma a differenza di esse è al 100% derivato dalle piante e non dal petrolio.

Sarà l’acqua “Sant’Anna”, marchio leader di Fonti di Vinadio,  a mettere in commercio, prima assoluta in Italia , una bottiglia realizzata interamente con la rivoluzionaria plastica naturale che, anzicchè dal petrolio, si ricava da un processo di fermentazione che trasforma gli zuccheri vegetali (per ora derivati dal mais e in seguito da altri materiali di scarto come erba, giornali ecc.) in acido lattico e poi si polimerizzano per ottenere la fibra. Il il processo di produzione di Ingeo raccoglie il carbonio che le piante prelevano con la fotosintesi dall'aria, evitando lo spreco di carbonio tratto dalle riserve limitate di petrolio.

L’imprenditore Alberto Bertone, CEO e Presidente di Fonti di Vinadio, afferma:

Un esempio concreto può spiegare con maggior chiarezza la rivoluzione di Ingeo: se consideriamo 50 milioni di biobottiglie del peso di 27 grammi ciascuna, rispetto alla stessa quantità di bottiglie prodotte in comune PET, risparmiamo 13.600 barili di petrolio, ovvero la stessa quantità di energia che serve a fornire elettricità a 40.000 persone per un intero mese! Inoltre, riduciamo le emissioni di anidride carbonica pari a quelle emesse da 3.000 auto che percorrono in un anno circa 10.000 chilometri ciascuna. A Vinadio siamo in grado di produrre 50 milioni di bottiglie in una settimana di lavoro. E oggi in Italia si devono smaltire ogni anno oltre 5 miliardi di bottiglie.

giovedì 13 marzo 2008

Pulire casa senza chimica



Più passa il tempo e più siamo invasi dalla chimica nella vita quotidiana. Prodotti chimici senza controllo e spesso dannosi per la salute!
Alternative all'utilizzo della chimica nella vita quotidiana ci sono. A cominciare dai prodotti per l'igiene e la pulizia della casa.
Molti dei prodotti per la pulizia della casa contengono sostanze chimiche pericolose per la nostra salute. Leggere le etichette è importante ma non sempre sufficiente. Infatti un produttore può omettere di indicare in etichetta alcuni ingredienti se considera la sostanza come “formula segreta” per il prodotto stesso. Il problema è che a volte tali sostanze sono tossiche e cancerogene.
L'unico modo che abbiamo per limitare la nostra esposizione a questi prodotti chimici dannosi è quello di impiegare detergenti naturali al loro posto.
In tal modo avremo una serie di indubbi vantaggi :
-risparmiamo
-utilizzeremo prodotti non tossici/cancerogeni
-aiutiamo l'ambiente
Ma quali sono questi prodotti naturali che possono aiutarci nel nostro compito?
Di seguito un breve elenco:
-Bicarbonato di Sodio: E' un derivato dell'acido carbonico. In particolare è un sale ricavato da ceneri di alcuni tipi di alghe e da quelle acque che sgorgano da rocce ricche di sodio.
Ha una composizione chimica "alcalina" basica, con pH pari a 9 e proprio per questa caratteristica è prezioso per le pulizie di casa, per la bellezza e la salute.
E' ottimo per la pulizia del bagno e della cucina. Basta utilizzare una pasta di acqua e bicarbonato con una soluzione costituita da 1 parte di acqua a 3 parti di bicarbonato.
Aumenta l'efficacia del detersivo liquido,combatte il calcare della lavatrice e rimuove il calcare dai sanitari, doccia e vasca igienizzandoli.
Inoltre per prevenire gli odori di umidità sotto al lavello riponete una scatola di bicarbonato aperta da sostituire ogni tre mesi.
Usato in combinazione con l'aceto di mele è ottimo per la pulizia degli scarichi dei lavandini o del water. Basta versare del bicarbonato nello scarico e successivamente aggiungere dell'aceto di mele e far agire per circa 15 minuti. Risciacquare con acqua calda e il gioco è fatto!
Può essere usato finanche come ammorbidente per i tessuti in lavatrice!
-Aceto (soprattutto quello di mele): è ottimo per pulire quasi ogni cosa! Aggiunto a sapone liquido di Castiglia o ad oli essenziali, tipo lavanda o tea-tree, può essere usato per pulire pavimenti, finestre, il bagno, la cucina ecc. Ottimo anche come ammorbidente e come additivo in grado di prevenire la scoloritura dei capi in lavatrice.
Come pulitore di vetri di finestre è veramente eccezionale. Molto meglio dei pulitori di vetri commerciali, ricchi tra l'altro di pessime sostanze , tra cui il butoxyetanolo (CH3CH2CH2CH2OCH2CH2OH ), sostanza del tutto tossica. Usare sempre un panno in microfibra anzicchè la carta di giornale in quanto quest'ultima contiene coloranti tossici.
-Borace : molto buona come antimuffa e come pulitore in lavatrice.
-Perossido di Idrogeno (Acqua Ossigenata): è un ottimo disinfettante e sbiancante.
Provare per credere!

lunedì 4 febbraio 2008



I media continuano a volerci far credere che la soluzione all'emergenza rifiuti sia la costruzione di sempre più inceneritori, che gli inceneritori non fanno male e così via.
Ovviamente la gente a furia di sentire sempre le stesse cose finisce per crederci!
Ma ci siamo mai chiesti come mai il problema dei rifiuti è un problema prettamente italiano e non coinvolge anche le altre grandi città europee o del mondo cosiddetto evoluto e moderno?!
Ad esempio come mai, tanto per citare alcune città, Canberra (popolazione di circa 323.000 abitanti) e San Francisco (popolazione di circa 750.000 abitanti) si stanno avvicinando all’obiettivo “RIFIUTI ZERO” mentre noi, in Italia,bruciamo i cassonetti per strada?!
Come mai a Sidney e a Ginevra non si vede una carta sui marciapiedi, mentre a Napoli per strada si trovano le peggio porcherie?!
Queste sono le domande da farsi, e a cui i politici devono dare delle risposte.
La verità è che su quelle montagne di rifiuti mangiano tutti, a partire dalle società che costruiscono e che gestiscono gli inceneritori che sono sovvenzionati dalle nostre tasche,cioè attraverso una trattenuta sulla bolletta dell'ENEL di circa il 7% che si chiama CIP6. Senza di essa chiuderebbero tutti gli inceneritori!
Un contributo sottratto alle energie rinnovabili a cui era stato destinato. I finanziamenti ovviamente vanno ai soliti noti. Alle varie multiutilities, all'API, all'Edison, all'EniPower, all'' Enel etc.
Dunque, si è sacrificata la Campania (perché era uno dei bersaglii più facili) per lanciare il business su tutta Italia forti dell’entusiasmo popolare.
Le televisioni come i giornali (basta guardare lo spot televisivo di Bruno Vespa per rendersene conto) sono un potentissimo e abusato strumento di potere per chi fa affari con i rifiuti.
Questi signori lo sanno benissimo: oscurare l’informazione, o meglio ancora, distorcerla, vuol dire avere campo libero. E loro lo stanno facendo.
A differenza di quello che vogliono farci credere, un inceneritore spreca energia invece di generarla,cioè brucia più energia per funzionare rispetto a quella che produce. Il bilancio è quindi in passivo!
Quindi con la farsa dell'emergenza rifiuti vogliono convincere il gregge italico dell’indispensabilità di quelli che i politici e gran parte dei media continuano imperterriti a chiamare “TERMOVALORIZZATORI”.
È un pò strano, però, che quando si promuovono nuovi impianti per bruciare i rifiuti vengono chiamati "termovalorizzatori", quando invece si chiudono per disastro ambientale, così come è accaduto a Terni, vengono chiamati "inceneritori".
Eppure si trattava sempre di un impianto che brucia i rifiuti ricavandone energia. Perchè non lo si è chiamato anche in tal caso "termovalorizzatore" anzicchè “inceneritore”?
A questo punto vien da chiedersi: e se dovesse accadere qualcosa di “brutto” anche all'osannato "termovalorizzatore" di Brescia, cambieranno nome anche a quell'impianto?
A proposito dell'inceneritore di Brescia, ricordiamo che si sono spesi oltre 60 milioni di euro l’anno, per 8 anni, il doppio dell’investimento impiantistico! Si tratta quindi di una macchina dello spreco e antieconomica che si regge solo sugli scandalosi e già citati contributi Cip_6.
Nel 2006 tale inceneritore è riuscito addirittura ad ottenere un premio, sbandierato su TV e giornali: è stato proclamato "campione del mondo", avendo vinto il "Wtert 2006 Industry Award". Il problema, però, è che l'Ente premiatore, Wtert, della Columbia University ha tra gli sponsor la Martin GmbH, azienda tedesca, produttrice dello stesso impianto Asm.
Continuano, quindi, a prenderci per i fondelli!
Tutto avviene alla faccia delle vere rinnovabili che ricevono solo una minima parte dei fondi.
Quindi queste macchine da tumori stanno in piedi perché le finanziamo noi con un meccanismo illegale per la stessa Unione Europea. Le finanziamo con la bolletta della luce. Paghiamo rinnovabili e creiamo veri e propri tumorifici.
Secondo Einstein, infatti, “nello spazio nulla si crea, niente si distrugge,ma tutto si trasforma”.

Da ciò si capisce che i rifiuti bruciati dall'inceneritore non spariscono nel nulla , ma si trasformano semplicemente. Ma in che cosa si trasformano?
In micro-polveri (pm 2 fino a pm 0,1) che, se inalate dai polmoni, giungono al sangue
in 60 secondi e in ogni altro organo in 60 minuti.
Le patologie derivanti dall’inalazione di queste nanoparticelle sono: cancro, Parkinson, Alzheimer, malformazioni fetali, infarto e ictus. Ciò è comprovato da migliaia di lavori scientifici!
La soluzione a tutto ciò è Rifiuti zero: questo deve essere l'obiettivo.
Mediante una serie di azioni da compire sin da subito.
In primis ridurre la produzione dei rifiuti, ad esempio riducendo gli imballaggi durante le fasi di produzione dei vari prodotti.
Poi la raccolta differenziata “seria”, quella porta a porta, grazie alla quale l'inceneritore non serve.
Successivamente il riciclo di quanto raccolto in modo differenziato.
Infine, ciò che rimane dei rifiuti dopo l’attuazione dei primi tre punti va inviato a impianti per una selezione meccanica delle tipologie dei rimanenti rifiuti indifferenziati. La parte non
riciclabile può essere trattata senza bruciarla con impianti di bioessicazione.
Grazie all'attuazione di questi semplici ed economici passi, il legno potrà essere venduto alle aziende per farne ad esempio del truciolato, il riciclaggio della carta potrà essere utilizzato per creare della nuova carta senza disboscare altre foreste, a tutto vantaggio dell'ambiente e quindi di tutti noi, il riciclaggio della plastica contribuirà anch'esso a farci risparmiare petrolio e quindi inquinamento, basti pensare, infatti, che solo per fare un Kg di plastica occorrono sino a 2/3 kg di petrolio.
Questo è quello che la TV e i giornali dovrebbero spiegare al popolo italiota! E che puntualmente non fa perchè i rifiuti non bruciati non rendono, mentre quelli che vanno a finire in pancia agli inceneritori rendono, eccome!
Purtroppo è sempre il DIO denaro che detta legge!

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