Riporto una valida proposta dell' On Furio Colombo,Sen. Francesco Pardi e Paolo Flores d’Arcais, per cercare di reagire alle leggi-porcate che questo Governo, con l'ausilio di gran parte dell'opposizione, eccetto Di Pietro e pochi altri, sta portando avanti.
"Care concittadine e cari concittadini, il governo Berlusconi sta facendo approvare una raffica di leggi-canaglia con cui distruggere il giornalismo, il diritto di cronaca e l’architrave della convivenza civile, la legge uguale per tutti.
Questo attacco senza precedenti ai principi della Costituzione impone a ogni democratico il dovere di scendere in piazza subito, prima che il vulnus alle istituzioni repubblicane diventi irreversibile.
Poiché il maggior partito di opposizione ancora non ha ottemperato al mandato degli elettori, tocca a noi cittadini auto-organizzarci. Contro le leggi-canaglia, in difesa del libero giornalismo e della legge eguale per tutti, ci diamo appuntamento a Roma l’8 luglio in piazza del Pantheon alle ore 18, per testimoniare con la nostra opposizione – morale, prima ancora che politica – la nostra fedeltà alla Costituzione repubblicana nata dai valori della Resistenza antifascista.
Vi chiediamo l’impegno a “farvi leader”, a mobilitare fin da oggi, con mail, telefonate, blog, tutti i democratici. La televisione di regime, ormai unificata e asservita, opererà la censura del silenzio.
I mass-media di questa manifestazione siete solo voi. "
Sono articoli veramente da non perdere per tutti coloro che vogliono cercare di capire come effettivamente stanno le cose. Ricordatevi sempre di verificare le notizie che leggete o che sentite per televisione. La conoscenza e la verità costano fatica ma sono il presupposto della libertà!
Ognuno di noi ha il dovere di informarsi e di verificare la veridicità delle notizie con tutti gli strumenti che ha a disposizione... e grazie a Dio c'è internet...fonte inesauribile di informazione e di conoscenza. L'alternativa è continuare a farsi prendere in giro da tutti, in primis dai politici, soprattutto quelli che controllano i media.
Scriveva Pier Paolo Pasolini:
"gli italiani hanno, nei confronti della televisione, un atteggiamento di totale sudditanza psicologica".
E' sufficiente, infatti, far passare una qualsiasi informazione, sia essa vera o falsa, attraverso lo schermo per trasformarla in dogma agli occhi delle masse, per far bere l'imbevibile a tutto il popolo italiano!
Facciamo sì che Gramsci si sbagliasse quando diceva che “L’indifferenza opera potentemente nella storia".
Quindi, svegliamoci ed alziamo la testa !!!
Come dice il coraggioso Piero RICCA bisogna "tenere in vita e rivendicare senza paura due idee in via di estinzione: 1 la politica va fatta esclusivamente per l’interesse generale; 2 la Costituzione non è materia disponibile nelle mani della maggioranza politica del momento."
E quindi cosa possiamo fare noi cittadini? "La risposta è quella di sempre: rendere visibile il dissenso informato. Non è molto, ma è meglio di niente. Occorre una grande forza per non rassegnarsi, per rifiutare di delegare sempre ad altri. Ci vogliono silenti, assuefatti, passivi. Ci vorrebbero far vergognare di avere ancora degli ideali. In questi momenti viene fuori chi non ha il carattere del suddito."
Sono ormai anni che si parla delle possibili interazioni delle onde elettromagnetiche sulle nostre cellule. Eppure l'uso dei telefoni cellulari, del WI_FI e di altri dispositivi simili è in costante crescita. Così come sono in costante crescita gli studi effettuati sulla pericolosità di tali onde, che secondo HENRY LAI dell'Università di Washington-Seattle, sono almeno due o tre mila.
Cerchiamo, allora, di fare un pò di chiarezza in merito.
Iniziamo subito con uno studio del dott. DIRK ADANG presentato il 23 Giugno 2008 presso la "Catholic University of Louvain" (Belgio). Lo studio ha riguardato 124 ratti (teniamo presente che i ratti hanno un materiale genetico per il 90% uguale a quello dell'uomo) sottoposti ad onde elettromagnetiche emesse da cellulari GSM, WI-FI, antenne telefoniche ecc. I risultati di tale studio sono stati preoccupanti: il tasso di mortalità (60%) dei 3 gruppi di ratti esposti alle radiazioni è risultato essere pari al doppio di quello (29%) del "reference group", cioè dei ratti non esposti ad alcun tipo di onda elettromagnetica.
Passiamo ad una notizia tratta dal New Scientis e dal BMC Genomics - 2008.
Alcuni scienziati hanno esposto 10 donne volontarie a radiazioni a 900 megahertz emesse da telefoni GSM per simulare una telefonata di un’ora.
Successivamente hanno monitorizzato 580 differenti proteine nelle cellule della loro pelle e hanno trovato che i "numeri" di 2 proteine erano alterati in tutte le volontarie: in particolare una proteina era aumentata dell’89%, mentre l’altra era diminuita del 32%.
Tale studio mostra in modo inequivocabile che le onde elettromagnetiche provocano dei cambiamenti all’interno delle cellule esposte a tali onde.
Ovviamente, ad oggi , nessuno sa ancora con certezza quali effetti sulla salute provochino questi cambiamenti nelle proteine, cioè qual sia il significato fisiologico di questi cambiamenti.
Andiamo avanti. Dal New York Times del 3 Giugno 2008 apprendiamo che 3 illustri neurologi americani, hanno comunicano ad un giornalista della CNN che essi ogniqualvolta effettuano una telefonata mediante cellulare, si guardano bene dal tenerlo appoggiato all’orecchio, privilegiando invece l'uso del viva-voce! Il dr. Keith Black, dr. Vini Khurana e il dr. Sanjay Gupta hanno affermato, senza alcuna remora, che tenere il cellulare all’orecchio è un’ azione pericolosa.
Ancora più drastico è il dr. Mercola, secondo il quale ci troviamo "sull’orlo di una epidemia di tumori al cervello".Egli stimacirca 1.000.000 di casi entro il 2015 nei soli Stati Uniti.
Senza dimenticare poi gli altri rischi correlati sempre ad un abuso di onde elettromagnetiche: mal di testa, vertigini,morbo di Alzheimer ecc.
Di tale problematica ne ha parlato anche la trasmissione “Report” qualche settimana fa. Per fortuna anche in Italia esiste ancora qualche trasmissione seria che tenta di informare in modo corretto e completo i cittadini. Solo per citare qualcosa in merito alla suddetta trasmissione televisiva, riporto quanto dichiarato da Sir William Stewart, Presidente dell'Agenzia per la Tutela della Salute inglese, Capo dei Consulenti Scientifici di Margaret Tatcher, e poi chiamato dal governo di Tony Blair nel 2000 per esaminare l'impatto sulla salute dei telefoni cellulari e delle antenne. Dopo averne studiato gli effetti per un anno, Stewart non ha potuto escludere la possibilità che le onde elettromagnetiche causino danni alla salute.
Egli dichiara: "Prima di tutto ci potrebbero essere dei disturbi delle funzioni cognitive. Poi ci sono indizi che le radiazioni potrebbero provocare tumori. Terzo, sono state riscontate mutazioni della struttura molecolare della cellula."
Sulla stessa lunghezza d'onda è il dott. GERD OBERFELD di Salisburgo, scienziato governativo presso il Ministero della Sanità che chiede la rimozione del wi-fi dalle scuole austriache. Anche lui ha rilevato effetti nocivi dovuti alle onde elettromagnetiche.
E dichiara: "Se si osservano i dati è possibile avere una visione molto chiara. è come un puzzle e ogni pezzo si adatta perfettamente: dalle interruzioni nella catena del DNA, ai danni al DNA, fino agli studi sugli animali e alle prove epidemiologiche che mostrano per esempio un aumento dei sintomi e un aumento dell'incidenza del cancro."
Ritornando in Italia, abbiamo le dichiarazioni del dott. Marinelli dell’Istituto IGM-CNR (Ist. Di Genetica Molecolare del CNR di Bologna) rilasciate al sito Contributodeisammarinesi.
Nello specifico il dott. Marinelli sostiene che “l’esposizione a campi elettromagnetici di 900 Mhz produce uno sbilanciamento nell’espressione dei geni che controllano la proliferazione delle cellule linfoblastoidi CCRF-CEM” e che “diversi studi hanno dimostrato la maggior suscettibilità dei bambini alle radiazioni (Prof.Hyland) e maggior penetrazione nel cranio dell’energia elettromagnetica del cellulare (Prof. Gandhi)".
Una cosa saggia da fare, a suo dire, sarebbe quindi quella di usare il principio di precauzione nell’esporsi, cioè cercare di sottrarsi alle esposizioni il più possibile. Il cellulare è un prezioso strumento in situazioni di pericolo, e tale deve rimanere; non bisogna assolutamente farlo diventare la normalità, non ha alcun senso utilizzarlo per la normale comunicazione. Il progresso tecnologico non deve trasformarsi in danno per la salute per interessi puramente economici.
“L’emissione elettromagnetica richiede alle cellule un continuo uso di energia per riparare continuamente i danni al funzionamento cellulare, finchè nel lungo periodo le cellule stressate non riescono più a riparare e si ammalano”.
Del resto, i primi dati allarmanti sui campi elettromagnetici, come spiega il dott. Soffritti della Fondazione per la Ricerca sul Cencro “Bernardino Ramazzini”, “si sono avuti già nel 1979 quando 2 ricercatori americani, Wertheimer e Leeper, pubblicarono i risultati di un’indagine epidemiologica che indicava un maggior rischio cancerogeno, e in particolare per leucemia, in bambini residenti in prossimità di installazioni elettriche”.
Da allora una serie di studi epidemiologici si sono susseguiti in tanti altri paesi confermando tutti, o quasi, che l’esposizione a questi campi può determinare un aumento di rischio di leucemia nei bambini e una correlazione con tumori cerebrali e alla mammella.
Come ad esempio uno studio effettuato da ricercatori dell’ospedale di Kharkov, in Ucraina, dal titolo “Effects of high-frequency electromagnetic fields on human EEG: a brain mapping study” secondo il quale le onde ad alta frequenza possono avere effetti sul cervello umano inducendo anomale onde lente nell’elettroencefalogramma. Altro campanello d’allarme arriva da uno studio effettuato dairicercatori dell’Università di Bari dal titolo “Effects on function ho human lymphocytes exposed to electromagnetic fields with a frequency from 1500 to 2000 MHg”. In tal caso i ricercatori hanno irradiato linfociti umani per la durata di variabile di 5 e 10 minuti con frequenze da 1500 a 2000 MHz trovando che alla frequenza di 1800 si assiste ad una significativa riduzione dell’azione antibatterica delle cellule T. Ciò significa che l'esercito a difesa del nostro organismo, cioè i nostri globuli bianchi ci difendono meno, in quanto funzionano meno a causa dell'esposizione a microonde.
L'elenco degli studi effettuati è lungo. Potrei continuare ancora ma non voglio tediarvi ulteriormente. E allora cosa fare?
Diciamo che prevenire è meglio che curare!
Sicuramente evitare di stare troppo tempo al cellulare, privilegiando altri strumenti di comunicazione tipo Skype, Flashphone , Jajah, il telefono fisso ecc. Utilizzare il vivavoce anzicchè gli auricolari in quanto è stato dimostrato che il filo che collega il cellulare all’orecchio, se non è ben schermato, fa da antenna, per cui amplifica il segnale.
Altri utili accorgimenti sono:
- limitare l’esposizione a routers WiFi
- limitare le chiamate in ambienti chiusi, tipo l’auto
- usare il cellulare in ambienti aperti se possibile
- limitarne l’uso da parte dei bambini a causa del sottile spessore della loro scatola cranica
- usare il telefonino solo quando la ricezione è buona: ad una bassa ricezione corrisponde una maggior potenza che il cellulare utilizza per la trasmissione e di conseguenza vi sarà una maggior penetrazione nel corpo delle onde radio.
- ricordarsi sempre che il cellulare, anche se non in uso,emette sempre radiazioni ad intermittenza, quindi tenerlo spento se non strettamente necessario, o comunque tenerlo ad una distanza di circa 15 cm dal corpo.
Avete presente le etichette applicate su tantissimi prodotti appena acquistati? Quelle presenti, ad esempio, sulle custodie dei CD/DVD, quelle presenti su soprammobili, su tazze, bicchieri e chi più ne ha più ne metta? Ebbene, tutti sappiamo che è molto difficile staccarle senza lasciare macchie di colla o, peggio ancora, residui di carta che non riusciamo a togliere del tutto a causa della colla sottostante. Come fare allora per eliminare queste benedette etichette in modo agevole e soprattutto senza lasciare alcuna traccia? Basta utilizzare l'asciugacapelli per circa un minuto, indirizzando il getto di aria calda sull'etichetta e poi rimuoverla con le mani. L'aria calda, infatti, non fa altro che sciogliere la colla, facilitando il distacco dell'etichetta senza lasciare alcun tipo di macchia.
In Italia l'informazione a mezzo TV e carta stampata è alla deriva! Se consideriamo però l'informazione scientifica allora il problema non si pone proprio: essa semplicemente non esiste! Ciò è ovviamente molto grave! L'informazione, quando è priva di limpidezza, approfondimento, verifica, ricerca e completezza, manca del suo ruolo centrale, cioè quello della salvaguardia sociale. Tale situazione, come è facilmente intuibile, fa comodo ad alcuni soggetti ed è deleteria per altri! Prendiamo ad esempio il caso delle creme solari. Ormai le vacanze sono iniziate e tutte le persone che decidono di trascorrere qualche giorno al mare sanno benissimo che, prima di esporsi al sole, è opportuno acquistare una crema solare per proteggersi dai raggi UVA e UVB, onde evitare seri problemi alla propria pelle e alla propria salute. Ma come fare per scegliere una crema che protegga la pelle dai suddetti raggi e che, allo stesso tempo, non danneggi il consumatore? Per dare una risposta scientifica a questa domanda non ci viene in soccorso la nostra "Stampa" ma l'EWG (Environmental Working Group) americana, una organizzazione no-profit fondata nel 1993 da Ken Cook e Richard Wiles. Facendo una ricerca nel database dell'EWG, cioè all'interno del sito Cosmetics Database, si scopre che nelle creme solari possono essere presenti una serie di ingredienti pericolosi per la nostra salute. Di seguito riporto la lista di alcuni di tali ingredienti:
Benzoic acid
Oxybenzone
Dioxybenzone
Phenylbenzimidazole
Homosalate
Sulisobenzone
Menthyl anthranilate
Trolamine salicyclate
Octocrylene
Padimate
Ad esempio l'Oxybenzone viene riportato con un rischio pari ad 8 su 10 (high hazard). Inoltre, per completezza di informazione, i tecnici dell'EWG riportano anche i links agli studi, pubblicati su Pubmed, effettuati su tali sostanze chimiche. Insomma... basta leggere e verificare l'eventuale presenza di ingredienti pericolosi in ciò che si acquista! Ed evitare di farsi abbindolare dalla pubblicità che, sia la TV che la carta stampata, ogni giorno propongono. Soprattutto quella proveniente dalle "grandi marche", che ogni anno spendono fiumi di denaro in pubblicità. Ed indovinate chi la paga? Ovviamente noi consumatori, in termini di prodotti più cari e spesso meno validi rispetto a quelli di marche meno note e meno pubblicizzate. Ricordatevi sempre che la pubblicità è serva di chi la paga e non di chi la subisce, facendo gli interessi di chi deve vendere e non di chi deve acquistare. Perciò l'unico modo per difendersi è quello di fare sempre scelte consapevoli. Informarsi sempre prima di scegliere. Come? Tramite la rete, cioè Internet!
Sono giorni che si sente parlare del ritorno al nucleare. L'argomento è senz'altro delicato e difficile. In questi casi i "premi nobel" per la fisica che siedono in Parlamento o al Governo come Scajola, dovrebbero fare un passettino indietro ed affidarsi alla vera scienza, ad un vero premio Nobel per la Fisica: Carlo Rubbia, il quale ci ha insegnato una cosa molto semplice e cioè che non si può pretendere di vivere prelevando energia dall’interno di un sistema, ma bisogna per forza prenderla da fuori (il Sole). Ed allora diamo la parola al grande Rubbia ed impariamo qualcosa dalle sue parole, facciamo tesoro della conoscenza di un premio Nobel anzicchè ascoltare le sciocchezza che sentiamo giornalmente in TV sulla delicata materia del nucleare!
Di seguito una recente intervista allo scienziato apparsa a pag. 25 de "La Repubblica" del 30 marzo 2008.
“Il petrolio e gli altri combustibili fossili sono in via di esaurimento, ma anche l’uranio è destinato a scarseggiare entro 35-40 anni. Non possiamo continuare perciò a elaborare piani energetici sulla base di previsioni sbagliate che rischiano di portarci fuori strada. Dobbiamo sviluppare la più importante fonte energetica che la natura mette da sempre a nostra disposizione, senza limiti, a costo zero: e cioè il sole che ogni giorno illumina e riscalda la terra”.
"Quando è stato costruito l’ultimo reattore in America? Nel 1979, trent’anni fa! Quanto conta il nucleare nella produzione energetica francese? Circa il 20 per cento. Ma i costi altissimi dei loro 59 reattori sono stati sostenuti di fatto dallo Stato per mantenere l’arsenale atomico. Ricordiamoci che per costruire una centrale nucleare occorrono 8-10 anni ( consideriamo che in Italia 8-10 anni è una stima molto ottimistica, con i tempi che abbiamo noi ci vorranno almeno 20 anni!) di lavoro che la tecnologia proposta si basa su un combustibile, l’uranio appunto, di durata limitata. Poi resta, in tutto il mondo, il problema delle scorie”.
“ Non esiste un nucleare sicuro. O a bassa produzione di scorie. Esiste un calcolo delle probabilità, per cui ogni cento anni un incidente nucleare è possibile: e questo evidentemente aumenta con il numero delle centrali."
" Il carbone è la fonte energetica più inquinante, più pericolosa per la salute dell’umanità. Ma non si risolve il problema nascondendo l’anidride carbonica sotto terra. In realtà nessuno dice quanto tempo debba restare, eppure la CO2 dura in media fino a 30 mila anni, contro i 22 mila del plutonio. No, il ritorno al carbone sarebbe drammatico, disastroso”.
“C'è un impianto per la produzione di energia solare, costruito nel deserto del Nevada su progetto spagnolo. Costa 200 milioni di dollari, produce 64 megawatt e per realizzarlo occorrono solo 18 mesi. Con 20 impianti di questo genere, si produce un terzo dell’elettricità di una centrale nucleare da un gigawatt. E i costi, oggi ancora elevati, si potranno ridurre considerevolmente quando verranno costruiti in gran quantità. Basti pensare che un ipotetico quadrato di specchi, lungo 200 chilometri per ogni lato, potrebbe produrre tutta l’energia necessaria all’intero pianeta.Per rifornire di elettricità un terzo dell’Italia, un’area equivalente a 15 centrali nucleari da un gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo di Roma”. E un’area di queste dimensioni equivale appena allo 0,1 per cento delle zone desertiche del cosiddetto sun-belt.
"I nuovi impianti solari termodinamici a concentrazione catturano l’energia e la trattengono in speciali contenitori fino a quando serve. Poi, attraverso uno scambiatore di calore, si produce il vapore che muove le turbine. Né più né meno come una diga che, negli impianti idroelettrici, ferma l’acqua e al momento opportuno la rilascia per alimentare la corrente”.
Se è tutto così semplice, come mai allora non si fa nulla di tutto questo?
“Il sole non è soggetto ai monopoli. E non paga la bolletta. Mi creda questa è una grande opportunità per il nostro Paese: se non lo faremo noi, molto presto lo faranno gli americani, com’è accaduto del resto per il computer vent’anni fa”. (30 marzo 2008).
Segnalo infine un bellissimo articolo di Carlo Bertani che ci dimostra,matematicamente, come il calcolo dei costi del nucleare sia stato fatto con i piedi dai nostri cari politici!
Concludo dandovi un chiaro esempio di utilizzo intelligente delle risorse rinnovabili.
Vogliamo risolvere definitivamente l’impatto delle emissioni di CO2 e di PM10 e abbassare la dipendenza dal petrolio? Penso che la risposta sia per tutti affermativa! Allora diamoci da fare. Firmiamo e diffondiamo ai nostri amici e parenti, la petizione per sollecitare il Parlamento europeo ad adottare politiche urgenti nel favorire la diffusione di veicoli ibridi, elettrici e a Fuel cell.
E' veramente uno schifo. A vedere queste immagini scattate a Chiaiano (Napoli) mi rendo conto che in Italia ormai la democrazia è scomparsa. Non c'è più nemmeno la possibilità di manifestare per cose serissime come il diritto alla salute, perchè alla fin fine di quello si tratta..."distruggere" l'ambiente significa distruggere la nostra salute! Le due cose sono strettamente collegate! Chi ci Governa questo dovrebbe saperlo! Ed invece il nostro Governo ha deciso di secretare e militarizzare le discriche e gli inceneritori. Ha deciso che chi organizza manifestazioni di protesta debba avere fino a cinque anni di carcere. Ha deciso che le popolazioni locali siano estromesse da ogni processo decisionale. Ha deciso che ogni voce di dissenso sia repressa con la forza . E a questo punto mi chiedo. Come mai non è stato fatto a Napoli quello che viene fatto da anni a Camberra? O a Sidney? O a San Francisco? O, volendo rimanere in Italia, a Vedelago vicino Treviso? Come mai? E' così difficile realizzarlo?! E' forse difficile perchè costa decisamente meno rispetto alla costruzione di un inceneritore, e quindi ci sono meno interessi in gioco? Chissà! Se veramente esiste un DIO da qualche parte, spero che quanto prima faccia qualcosa per far capire a chi ci governa quali sono le vere soluzioni per il problema rifiuti! Soluzioni per il bene comune e non per il bene (o per le tasche) di pochi!! Povera Italia. Non ci resta altro che cambiare Nazione.
Qualcosa di buono per la salvaguardia dell’ambiente cominciamo a fare anche noi italiani. Finalmente!
Non c'è solo chi parla di discariche e cancrovalorizzatori , ma anche, udite udite… chi si preoccupa di aprire un negozio che acquista rifiuti dai cittadini, così come avviene già da anni in Svizzera, Germania e Stati Uniti. La splendida idea è venuta ad un imprenditore di Moncalieri, vicino a Torino. Il suo nome è: Paolo Araldi. Grazie al suo piccolo negozio, i cittadini di Moncalieri e dintorni potranno vendere la spazzatura prodotta, anzicchè buttarla nei cassonetti classici. Tutto ciò a vantaggio dell’ambiente, della nostra salute e anche delle nostre tasche.
Si avete capito bene: delle nostre tasche! Infatti i rifiuti vengono acquistati dall’imprenditori ai seguenti prezzi:
4 centesimi al Kg per la carta
40 centesimi al Kg per l’alluminio
17 centesimi per il ferro
Tali rifiuti così recuperati finiranno poi nella filiera per il riciclaggio.
Diciamo, quindi, che come inizio non c’è male. Speriamo che sia solo l’inizio di un ciclo virtuoso che ponga fine ai disastri ambientali che stanno avvenendo e che avverranno ancora se si continua su questa strada maledetta: cioè la strada del dare priorità alle discariche e agli inceneritori anzicchè alla riduzione degli imballaggi alla fonte, al riuso, al riciclo e alla raccolta differenziata porta a porta o tramite progetti come quello appena descritto.