venerdì 27 febbraio 2009

Nucleare...è un problema di miopia o di stupidità?



Riporto, di seguito, una lettera scritta dal grande Dr. Stefano Montanari ed indirizzata al nostro Presidente del Consiglio:

"Egregio sig. Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana,

geograficamente altrove e culturalmente in altri contesti, Lei e il Suo nuovo amichetto francese vi sareste incontrati in qualche bar o, magari, in qualche salotto rigorosamente maschile per raccontarvi a voce più alta che si può le rispettive prodezze amorose per le quali andate ambedue giustamente famosi.

Ora, cancellata ogni traccia di dignità e di senso del ridicolo, in questa congiuntura storica dove il glamour e il grottesco in macedonia si sono guadagnati il posto da primato, è una sede istituzionale ad ospitarvi. E ad ospitarvi per fare business. Business a spese nostre, degl’italiani, intendo, efficacemente anestetizzati da anni di trattamento condotto da tutta la squadra, non importa la casacca occasionalmente indossata, di questa sorta di manicomio criminale che è diventata la nostra penisola. Business a vantaggio dei francesi che, senza i denari dei contribuenti italiani, non potrebbero tenere in piedi una baracca come quella del nucleare.

Non so quanto Le interessi, caro Presidente eletto da un parlamento anticostituzionale e, dunque, illegittimo, ma i risultati del referendum del 1987 (62% contro la Sua scelta, se la memoria mi sorregge) hanno vigore legale e, per questo, Lei ha infranto la legge alla stregua di qualunque delinquente. O di qualunque golpista,se la cosa Le appare meno ignobile e, chissà, addirittura ammantata di un alone romantico. Comunque sia, il fatto è che Lei sta tradendo il mandato del popolo che così sconsideratamente guida. E guida senza patente, proprio perché nessuno Le ha dato mandato di guidarlo, stante l’anticostituzionalità con cui si sono svolte le ultime elezioni-farsa. E guida senza tema d’incorrere in punizioni grazie alla cortesia di un presidente della repubblica che ha scelto questo modo per passare alla storia.

Credo sia inutile ricordarle l’idiozia di cercare energia in una fonte ovviamente in via d’esaurimento, ricordarle i costi della costruzione delle centrali, ricordarle i costi ancora maggiori per l’inevitabile smantellamento e ricordarle i costi per il trattamento delle scorie, un trattamento che, come ha più volte sottolineato quel rompiscatole del Premio Nobel Carlo Rubbia, semplicemente non esiste (vedi il dramma della montagna nello stato del Nevada imbottita di uranio ormai inservibile ma ancora radioattivo e, per di più, in continuo riscaldamento). Quindi, ciò che si prospetta al ronfante popolo italiano è una sequela di vacche magre non dei biblici sette anni ma degli altrettanto biblici settanta volte sette. E le malattie? Non si preoccupi: il professor Veronesi ci ha ormai addestrati a dovere.

Stamattina ho sentito alla radio di regime Gianfranco Fini gridare il suo pentimento riguardo l’antica convinzione antinuclearista, ma ieri sera, alla stessa radio, un tale (non ricordo il nome, ma i nomi degli attori contano poco rispetto a quello dei personaggi che interpretano) rassicurare i pazienti: metteremo le scorie in sicurezza. E noi andremo sulla Luna in bicicletta: stessa validità di ragionamento. Diteci come le metterete in sicurezza queste scorie e noi vi diremo come si fa ad andare in bicicletta sulla Luna. È vero che la maggior parte della mandria bovina è disposta a prestare fede alle bizzarre fantasie d’individui come l’ormai mitico professor Franco Battaglia dell’altrettanto mitica Università di Modena e Reggio Emilia, ma anche in Italia resta qualcuno che non ha ancora incenerito il cervello. Dunque, illustrate pubblicamente come tratterete le scorie e aspettatevi domande cui avrete l’obbligo di rispondere nel rispetto della scienza e senza ricorrere alle solite alchimie deliranti, per quanto oggettivamente efficaci dal vostro punto di vista.

A noi che non abbiamo reagito come Lei desiderava all’anestesia non resta che una speranza. Non avendo disponibile un’opposizione, troppo impegnata nel suo processo di suicidio al rallentatore per putrefazione, possiamo solo contare sulla tradizionale inefficienza italica. Inizieremo a discutere dove fare le centrali; avremo manifestazioni di centoventitre volonterosi che faranno lo sciopero della fame; decideremo con la violenza dove erigere quei lussuosissimi monumenti funebri; indiremo le gare d’appalto dopo averle accuratamente truccate; le ditte escluse porteranno in tribunale un po’ di gente; daremo il via ai lavori; li sospenderemo dopo un anno perché i costi, visti i ritardi, saranno aumentati e bisognerà fare delle revisioni. Intanto l’uranio 235 (che noi non abbiamo, alla faccia dell’indipendenza energetica) avrà raggiunto prezzi da capogiro perché sarà diventato rarissimo Ricordo a Lei e per i distratti che l’uranio costava 7 dollari la libbra nel 2001 e nel 2007 chi ne desiderava sempre una libbra di dollari ne sborsava 135. Ora, caro Presidente del Consiglio, Lei è un uomo d’affari e sa che se la domanda cresce e l’offerta cala, i prezzi vanno su. E, se lo sa Lei, è quello che qualunque italiano sa, appena appena sia sveglio.

Ma i costi dell’uranio incidono poco su quelli della follia nucleare presa in toto. I costi insostenibili sono altri e nessuno vuole calcolarli. Sicurezza? Scorie? Ambiente? Salute? E a noi che c’importa?

Che cosa si farà da subito? Beh, è naturale: si stanzieranno i soldi (i nostri) per istituire commissioni di studio che dovranno avere la consistenza scientifica che hanno quelle del Progetto Moniter della regione Emilia Romagna. E si faranno trovare sotto l’albero di Natale (da noi quel Natale dura dodici mesi l’anno) tanti bei quattrini a parenti, amici e professori con le brache in mano.

Il risultato? Quello sperato, e con fondatezza stante l’antica esperienza, è che il tutto si sarà risolto in una delle tante rapine, magari stavolta un po’ più costosa del solito, e basta. Personalmente ho molti dubbi che le centrali nuove entreranno davvero in funzione. Se non altro perché di uranio 235 non ce ne sarà più (è lo 0,3% dell’uranio totale).

Nel frattempo, egregio signor Presidente, per mostrarci la Sua pur notissima buona fede, potrebbe dare il buon esempio: proponga Arcore come sede di una centrale, la più grossa, e la Sua villa in Sardegna come discarica per le scorie. Vedrà che Cappellacci Le darà una mano."

P.S. Per favore, Presidente, dia un’occhiata a questi tre video e risponda, magari aiutato dei Suoi luminari:http://www.unonotizie.it/3987-italia-lo-scienziato-gianni-mattioli-ecco-perche-bisogna-dire-no-al-pericoloso-nucleare.php
http://www.dani2989.com/matiere1/uraniumprezzo.htm

lunedì 2 febbraio 2009

RIFLESSIONI SUL CASO DE MAGISTRIS E SULLA COSIDDETTA “GUERRA TRA PROCURE”. Parte 2




Parte 1.

Ma cerchiamo di approfondire un po' il discorso.


Come sappiamo, la nostra Costituzione, all'art.3, ci dice che la legge è uguale per tutti. Ed invece, i magistrati di Catanzaro non si ritengono cittadini come tutti gli altri e, dunque, si rifiutano di rispettare un provvedimento adottato dall’autorità giudiziaria competente e reagiscono con modalità che lasciano stupefatti, cioè reagiscono con un controsequestro, provvedimento illegittimo e abnorme sotto diversi profili. Basta dire, infatti, che esso è stato adottato da magistrati (quelli di Catanzaro) che versavano in condizioni di incompetenza funzionale, di incompetenza territoriale (ai sensi dell’art. 11 c.p.p., è, infatti, competente la Procura della Repubblica di Napoli) e di obbligo di astensione (se sei indagato non puoi a tua volta indagare, devi semplicemente astenerti!).

I media, ovviamente, si son ben guardati dal cercare di spiegare ai cittadini cosa stesse effettivamente accadendo. Ed infatti hanno parlato semplicemente di “guerra fra procure”, di scontro tra magistrati.

Quinta domanda. Ma perchè si parla di scontro tra procure se c'è una procura, quella di Salerno, che legittimamente va a prendersi le carte e a fare le perquisizioni, in quanto per legge è competente su Catanzaro, e c'è, invece, un'altra procura, quella di Catanzaro, che fa una cosa che non potrebbe assolutamente fare, e cioè effettuare un controsequestro?

Gli eventuali reati commessi dalla procura di Salerno li valuta la procura di Napoli, quindi se Catanzaro voleva denunciare dei reati commessi da Salerno, non doveva far altro che un esposto a Napoli e non un controsequestro!
Quindi non c'è stata alcuna guerra fra due procure: c'è stato da una parte un atto legittimo e doveroso, quello della procura di Salerno, e dall'altra, una risposta con atti abusivi e abnormi.

La “guerra tra procure” sembrerebbe quindi un mero slogan funzionale a quel potere politico che vuole “riformare” la giustizia e, magari, convincere l’opinione pubblica che tutto questo è giusto.

Sesta domanda. Perchè il decreto di perquisizione della Procura di Salerno fa insorgere tutti i poteri forti , dall’Associazione Nazionale Magistrati al Presidente della Repubblica al Ministro della Giustizia Alfano, che dichiarano scorretta quest’azione?

Il ministro Alfano, addirittura, vuole trasferire i pm Apicella, Nuzzi e Verasani per “assoluta spregiudicatezza”, “mancanza di equilibrio”, “atti abnormi nell’ottica di un’acritica difesa di De Magistris e con l’intento di ricelebrare i processi a lui avocati”.

Settima domanda. Ma quali sono gli atti illegali commessi dai magistrati di Salerno. Cioè cosa hanno commesso di illegale tali magistrati?

A tal proposito Marco Travaglio dice: “Per la prima volta nella storia repubblicana, e pure monarchica, un ministro chiede di punire dei magistrati perché il contenuto delle loro indagini non gli garba”.

Una richiesta, quella del ministro, del tutto illegittima, ma non a tal punto da essere respinta dall’organo di autogoverno della magistratura cioè il CSM. Quest'ultimo, infatti, invece di dimostrare di essere super partes, di essere autonomo rispetto al potere esecutivo, agisce supinamente, chinando il capo ed eseguendo le richieste avanzate dal super ministro della giustizia. Non solo.

Anche l’ANM, cioè l'Associazione Nazionale Magistrati, anzicchè scendere in campo in favore dei magistrati di Salerno, non fa altro che dichiararsi “soddisfatta”. Forse fa bene, quindi, De Magistris a parla di “mafia istituzionale”, scrivendo di come si stanno consolidando “nuove forme di 'eliminazione' di magistrati che non si omologano al sistema criminale di gestione illegale del potere”.

Fino al 1992, infatti, quando i magistrati con le loro indagini toccavano interessi o persone troppo in alto venivano assassinati, trucidati, fatti saltare in aria col tritolo. Ora c'è stata una evoluzione: si preferisce rinunciare al sangue, limitandosi a trasferirli o ad impedirgli di svolgere le proprie indagini, cioè di fare il proprio dovere.

Eppure la prassi da seguire in questi casi è semplice: se ai magistrati di Catanzaro non piaceva quanto hanno scritto i loro colleghi di Salerno, competenti ad indagare su Catanzaro, non dovevano far altro che rivolgersi al Tribunale del Riesame di Salerno (cosa che poi alcuni imputati hanno fatto) per chiedere l'annullamento del decreto di perquisizione e sequestro.
Se poi ritenevano che i colleghi di Salerno avessero commesso dei reati in quella vicenda, bastava fare un esposto o una denuncia alla procura di Napoli competente per giudicare i magistrati di Salerno.
Se poi ritenevano che i magistrati di Salerno avessero commesso delle
colpe deontologiche, bastava rivolgersi all'ispettorato del ministero o alla procura generale della Cassazione che sono titolari dell'azione disciplinare.

Invece cosa succede? Poiché al ministro non piace ciò che hanno scritto i magistrati di Salerno chiede al Consiglio Superiore della Magistratura di cacciare dalla magistratura il procuratore capo di Salerno.
Cioè il ministro pensa di poter sindacare il contenuto di un atto invece di lasciarlo impugnare davanti al Riesame o davanti alla Cassazione dagli indagati perquisiti. Alla faccia dello
stato di diritto e della separazione dei poteri!

Quando i tre poteri, legislativo, esecutivo e giudiziario non sono più distinti, ad essere in pericolo è la democrazia stessa. Ed è proprio quello che sta accadendo in Italia! Purtroppo nell'indifferenza del popolo ormai assuefatto allo scandalo!

Come dicevo poco sopra alcuni imputati, a cominciare dall'ex procuratore di Catanzaro Lombardi, hanno intrapreso una delle vie percorribili per legge, cioè hanno fatto ricorso al Tribunale del Riesame di Salerno per chiedere l'annullamento del decreto di perquisizione.
Ebbene, venerdì
9 gennaio il Tribunale del Riesame di Salerno, in un clima tutt'altro che sereno, (un clima ove il Capo dello Stato, il CSM, il governo, l'opposizione (tranne Di Pietro), l'ANM, tutta la stampa di destra e di sinistra, le TV a reti unificate, dicono che Salerno ha torto) ha respinto i ricorsi dei quattro indagati ed ha dichiarato dunque fondato e legittimo il provvedimento di perquisizione e sequestro.

Ottava domanda. Perchè i 3 magistrati di Salerno vengono comunque trascinati davanti al Consiglio Superiore della Magistratura per essere puniti, a causa di quello stesso provvedimento che il Tribunale del Riesame ha trovato impeccabile, respingendo tutti i ricorsi?

Mistero!
Ed arriviamo al
19 gennaio! Giorno in cui è stata scritta una delle pagine più buie della storia della magistratura italiana.
Giorno in cui i
Sostituti Procuratore Nuzzi e Verasani vengono trasferiti e il Procuratore Della Repubblica di Salerno Apicella viene addirittura sospeso dallo stipendio (misura che una volta si comminava per condotte gravissime, come ipotesi di corruzione o simili, e non per provvedimenti , come invece è successo in questo caso!) perché hanno scritto un provvedimento giudiziario che non è piaciuto al potere! Questo nonostante la sentenza del Tribunale del riesame. Scandaloso!

Nona domanda. Come può, quanto accaduto, essere ritenuto compatibile con gli articoli 101 («i giudici sono soggetti soltanto alla legge») e 107 («i magistrati sono inamovibili») della Costituzione?

Tale scandalo è, ovviamente, monito per tutti i magistrati che vogliono continuare ad essere liberi, per tutti coloro che credono nell’articolo 3 della Costituzione che sancisce l'uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge. Davanti a questa vergogna non si può stare a guardare, non si può abbassare la testa. E' dovere di tutta la società civile difendere i magistrati come De Magistris, Apicella, Nuzzi, Verasani, Forleo, nonché giornalisti come Carlo Vulpio, sollevato dall’incarico di seguire come cronista gli eventi intorno al caso De Magistris dal suo direttore, Paolo Mieli. Forse perchè sapeva e scriveva troppo! E' fondamentale per la nostra democrazia e per il nostro futuro!

Del resto il ministro Rotondi era stato chiaro con riferimento ai pubblici ministeri: «colpirne uno per educarne cento»! Peccato che a venir colpiti siano solo i magistrati scomodi ai potenti!

domenica 1 febbraio 2009

RIFLESSIONI SUL CASO DE MAGISTRIS E SULLA COSIDDETTA “GUERRA TRA PROCURE”. Parte 1



Gli interrogativi su questa vicenda sono tanti, anzi tantissimi. Ma anche i punti fermi sono tanti, anzi tantissimi!

Ma andiamo con ordine.

De Magistris, PM senza macchia presso la procura di Catanzaro, si stava occupando di 3 indagini:

L'indagine “Poseidone”, riguardante i depuratori che si dovevano costruire in Calabria, finanziati dall'Unione Europea con circa 800 milioni di euro ma mai costruiti.
L'indagine “Toghe lucane,” riguardante i comitati d'affari che collegano magistrati della Basilicata, sui quali è competente ad indagare Catanzaro e proprio per questo se ne stava occupando De Magistris.
L'indagine “Why Not,” riguardante un comitato d’affari composto da politici, imprenditori e funzionari delle istituzioni che avrebbero gestito illegalmente finanziamenti comunitari e statali, vale a dire milioni di euro di soldi pubblici, cioè di noi cittadini, frodati allo stato italiano da rappresentanti delle istituzioni italiane , in pratica una sorta di “Mani Pulite 2”.

Diciamo quindi che De Magistris stava indagando su cose molto, ma molto delicate! Cose che scottano!

Ed infatti, ben presto gli vengono tolte tutte e tre le indagini.

L'indagine “Poseidone “ sui depuratori, gli viene tolta dal suo capo, non appena De Magistris indaga l'On. Pittelli di Forza Italia.

Prima domanda. Possibile che il procuratore capo tolga a De Magistris l'indagine non appena osa indagare Pittelli che è socio del figlio della sua convivente?

L'indagine “Why not”, dove sono indagati una serie di politici, imprenditori ecc., gli viene tolta dal procuratore generale Dolcino Favi non appena viene indagato l'allora ministro della giustizia Mastella.

Seconda domanda. Come mai non si consente a De Magistris di andare avanti con l'indagine?Cosa ha fatto di tanto grave da meritarsi l'avocazione dell'indagine?

Infine, l'indagine “Toghe lucane” sul malaffare politico-affaristico-giudiziario in Basilicata, dirompente anche questa perché è un'indagine che coinvolge addirittura un ex big del CSM, cioè l'On. Bucicco, sindaco di Matera nonché avvocato e parlamentare di AN.
In tal caso De Magistris riesce quasi a finirla l'indagine, ma viene fisicamente cacciato da Catanzaro un attimo prima che lui sia riuscito a scrivere le richieste di rinvio a giudizio.

Terza domanda. Come mai questo tempismo perfetto? Non si poteva far concludere definitivamente l'indagine a De Magistris, in modo da raccogliere i “frutti” del suo lungo lavoro?

De Magistris, quindi, è un magistrato scomodo, ed infatti il CSM, pressato dal Parlamento, nel settembre 2007 ne dispone la richiesta di trasferimento. A gennaio 2008 si completa l'opera con il trasferimento di De Magistris e l’impedimento di esercitare ancora la funzione di Pubblico Ministero. L’autonomia della Magistratura, sancita dalla Costituzione italiana, è distrutta. La sua nuova sede sarà Napoli, non più con funzione requirente bensì con funzione giudicante.
Nel frattempo decine di suoi inquisiti, di suoi superiori o colleghi denunciano De Magistris presso la
procura di Salerno, competente per legge su quella di Catanzaro, per enormi nefandezze da lui commesse durante i tre anni di procura a Catanzaro, in particolare in merito alle tre indagini esposte. Anche De Magistris, però, si reca a Salerno per fare delle denunce. In particolare denuncia, a sua volta, i suoi superiori, alcuni suoi imputati, avvocati, giornalisti ecc. che, secondo lui, lo avrebbero screditato, calunniato, isolato ed espropriato delle sue inchieste. Insomma, avrebbero creato i presupposti per levare prima le inchieste e poi lui. A questo punto, ricevute tutte queste denunce di De Magistris e contro De Magistris, poiché per legge esiste l'obbligatorietà dell'azione penale, i magistrati di Salerno non possono fare altro che incominciare subito ad indagare, ad approfondire tali denunce per vedere quali sono fondate e quali no.

Se ne occupano i pubblici ministeri Gabriella Nuzzi e Dionigi Verasani ed il loro capo Luigi Apicella.

Dopo mesi di indagine, i magistrati di Salerno scoprono che le denunce contro De Magistris si sono rivelate totalmente infondate, e cioè che De Magistris non ha commesso alcuna scorrettezza, anzi dicono: "le indagini di De Magistris sono corrette, non emergono reati a carico di De Magistris" e quindi tutte le denunce che sono state presentate contro di lui saranno archiviate.

Riguardo invece all'ipotesi d'accusa presentata da De Magistris, i magistrati di Salerno, per poterne verificare la fondatezza, richiedono ai colleghi di Catanzaro la copia degli atti dell'indagine Why Not sulla quale si stava, appunto, indagando per verificarne l'eventuale insabbiamento.
Per ben 7 volte nell'arco di mesi la procura di Salerno chiede questa copia degli atti alla procura di Catanzaro. Ma quest'ultima rifiuta illegalmente ( non si può rifiutare di esibire un atto che un magistrato competente richiede) a quella di Salerno l'invio delle copie di questa indagine.

A questo punto Salerno non può far altro che andarsele a prendere a Catanzaro. Ed infatti emette un decreto di perquisizione e sequestro ed il 2 dicembre 2008 lo fa eseguire.

Questo decreto, a differenza di quanto i media hanno tentato di farci credere, è del tutto legittimo, infatti tale è stato ritenuto dal competente Tribunale del riesame che, il 9 gennaio scorso, lo ha confermato.

Quarta domanda. Perchè tale notizie, cioè tale conferma del Tribunale del riesame non è stata riportata da nessun telegiornale e da nessun giornale?

Continua.

giovedì 22 gennaio 2009

Non solo il formaggio ha i buchi...ma anche ecofont!



Ebbene sì!
"After Dutch holey cheese, there now is a Dutch font with holes as well."
Volete risparmiare, aiutare l'ambiente e salvaguardare la vostra salute?
Allora non vi resta che andare qui!
Scaricare "ecofont" ed installarlo sul vostro PC, seguendo questi semplici passaggi. "Ecofont" è stato disegnato dalla società olandese Spranq, secondo la quale il risparmio di toner può arrivare a superare il 20%! Questo, oltre a consentire un buon risparmio economico, riduce l'esposizione alle sostanze chimiche pericolose, per l'ambiente e per la salute, presenti nel toner stesso. Sto parlando del nerofumo, del cromo esavalente (quest'ultimo cancerogeno e teratogeno) e delle nanoparticelle.
Allora cosa aspettate...installate subito "ecofont"!

martedì 6 gennaio 2009

Il cellulare prima dei 12 anni: MAI!


Per la prima volta in Francia, una città importante come Lione, lancia una campagna per scoraggiare l’uso dei telefoni cellulari nei bambini.
Le Associazioni di Lione e Next-up avrebbero sperato
che in questa campagna contro il telefono portatile per i bambini, l’età menzionata fosse di 15 anni anzicchè 12 anni.
Ma è comunque un buon inizio!

Del resto, gli studi e le indagini svolte dall'Australian Health Research Institute sono stati chiari: indicano che le radiazioni elettromagnetiche emesse da miliardi di telefoni cellulari, comunicazioni wireless, antenne per la telefonia, torri di trasmissione, forni a microonde, ecc. renderanno quasi un terzo della popolazione mondiale (circa due miliardi) a rischio di cancro all’orecchio, agli occhi e al cervello, oltre ad altri importanti disturbi del corpo, come problemi di cuore, impotenza, emicrania, epilessia.Secondo gli studi i tessuti corporei dei bambini sono più delicati e pertanto saranno i primi a pagarne le conseguenze!

Per approfondimenti:
http://www.next-up.org/Newsoftheworld/Francia.php#1
http://nonsolofinanza.blogspot.com/2008/06/come-le-onde-elettromagnetiche-agiscono.html

lunedì 22 dicembre 2008

Perchè Linux è meglio di Windows


Partiamo dai numeri: secondo le statistiche di Net Applications, la percentuale di utilizzo di windows si attesta all' 89% circa, contro l'8,87% di Mac e lo 0,83% di Linux.
Ma come mai questo successo di windows a scapito di sistemi operativi gratuiti come Linux? Perchè è necessario spendere centinaia di euro per acquistare un sistema operativo ed altre centinaia di euro per acquistare i vari software di cui si necessita, quando esistono delle alternative del tutto gratuite ed altrettanto valide?
Il motivo è semplice: la scarsa conoscenza e la scarsa informazione in merito.
Il discorso, ovviamente, non vale solo per i privati, ma vale anche e soprattutto per la pubblica amministrazione che, convertendosi al software libero, avrebbe modo di far risparmiare a noi contribuenti tantissimi soldi.
Ed invece no. Si continuano a spendere soldi inutilmente, perchè chi dovrebbe sapere non sa o fa finta di non sapere.
«Software libero» non significa soltanto software gratis. Significa anche avere il diritto di poter utilizzare il software come si desidera: il codice sorgente di un programma libero è disponibile a chiunque lo voglia scaricare, modificare, migliorare e usare in qualsiasi modo. Oltre a questi benefici ideologici, il software libero presenta molti vantaggi tecnici: quando viene sviluppato un programma, a differenza di quanto accade per il software non libero,il duro lavoro dei programmatori può essere utilizzato come punto di partenza per un nuovo progetto. Per questo motivo sviluppare software libero è veloce ed efficiente!
I sistemi operativi basati su Linux, creato nel 1991 da uno studente Finlandese di nome Linus Torvalds, sono tantissimi: Debian, SuSE, Gentoo, RedHat, Mandriva, Ubuntu ecc. C'è solo l'imbarazzo della scelta. Io personalmente, preferisco Ubuntu, arrivato ormai alla versione 8.10 "Intrepid"!
Ma quali sono i motivi per passare da Windows a Linux?
Analizziamone alcuni:
- avere a disposizione un sistema operativo completo, stabile ed efficiente senza spendere un solo euro;
- avere a disposizione un immenso numero di programmi legalmente, senza pagare un euro e soprattutto senza nulla da invidiare alle alternative a pagamento;
- potersi dimenticare di virus, spyware, malware e simili;
- possibilità di aggiornare tutto il software installato con un semplice clic;
- non rischiare multe per l'uso di software copiato (o clonato); possiamo avere tutto (o quasi) legalmente;
- possibilità di ottenere supporto gratuito ed illimitato grazie alle varie comunità Open Source presenti in tutto il mondo;
- possibilità di giocare a centiania di games gratuitamente;
- libertà di scegliere il proprio software, adattarlo alle proprie esigenze e di condividerlo con gli altri;
- poter usare applicazioni per le quali è disponibile il codice sorgente;
- la flessibilità di Linux: si installa su una grande varietà di piattaforme e ci consente di usare al meglio anche hardware datato o pc con poche risorse.
Questi sono solo alcuni dei motivi per i quali vale la pena abbandonare windows e passare a Linux. A chi ha paura delle "difficoltà" di Linux dico: Linux non è più il sistema operativo di una volta, appannaggio solo di pochi eletti. Oggi, grazie agli sforzi di tantissime persone sparse in tutto il mondo, esso è diventato sempre più vicino all'utente, con un'interfaccia grafica molto simile a windows.
Perciò, nessuna scusa. E' ora di passare al software libero per il bene delle nostre tasche e per la "benevolenza verso il prossimo" (significato della parola Ubuntu, una delle tante distribuzioni di Linux).

venerdì 19 dicembre 2008

La lezione della crisi economica. Parte 1


Siamo in piena crisi. Non solo finanziaria come all'inizio si pensava, ma anche e soprattutto economica!
I danni della crisi sono sotto gli occhi di tutti, ma, come da ogni cosa, anche dalle crisi bisogna cercare di trarne qualche insegnamento, qualche lezione.
La prima lezione che ho appreso da questa crisi è che i grandi "esperti" di economia che i media ci propinano, sono tutt'altro che guru. Quindi, mai fidarsi dei sedicenti guru!
Invece, i cosiddetti gufi, catastrofisti ecc., quasi sempre oscurati, messi da parte, censurati, sono spesso coloro che dimostrano di avere una migliore capacità di previsione dei mercati, in grado di prevedere ciò che dovevano prevedere i sedicenti esperti, super pagati e riveriti. Secondo questi ultimi, infatti,la crisi doveva essere già passata da un pezzo. A loro dire i prezzi segnati dalle azioni questa scorsa primavera/estate rappresentavano una formidabile occasione d’acquisto.

Ma conosciamoli più da vicino i nostri "esperti":

Keith Wade, capoeconomista di Schroders (Gennaio 2008): “La liquidità fornita dalla Fed, combinata a una maggiore trasparenza sui mercati dei prestiti interbancari, dovrebbe stimolare una ripresa nel corso del 2008”.

Henry Paulson, ministro Usa del Tesoro (Maggio 2008): “Il peggio potrebbe essere passato. Siamo più vicini alla fine che al principio della crisi finanziaria. È indubbio che oggi la situazione sia migliore, molto migliore che a marzo”.

Alessandro Profumo amministratore delegato di Unicredit (Maggio 2008): “il peggio è alle spalle La banca è solida, non ci sarà alcun aumento di capitale”.
Dico solo che a maggio, le azioni di Unicredit valevano più di 4 euro. Oggi siamo "solo" sotto i 2 euro! Complimenti per "il peggio è alle spalle"!

Pietro Cirenei, direttore generale di Bipiemme Gestioni (Giugno 2008): “E’ ora di tornare a Wall Street”.

Dominique Strauss Kahn, direttore generale del Fondo Monetario Internazionale (Fmi) (Giugno 2008): “Il peggio è probabilmente alle spalle”.

Pietro Giuliani, amministratore delegato di Azimut (Luglio 2008) “Mi riempirei di azioni al 100%. So bene che lo scivolo non è finito. I mercati potrebbero perdere un altro 10 per cento. E la dico anche più grossa: andrei anche a leva,utilizzando i derivati per superare il limite del 100 per cento. Perché a questi prezzi in Borsa non compreremo più per parecchi anni”.

Rick Wagoner, amministratore delegato di General Motors (Agosto 2008) “Per General Motors il peggio dovrebbe essere ormai passato”.

Federico Mobili, gestore azionario di Bnp Paribas Am (Settembre 2008) :“Per il momento penso che sia più realistico ipotizzare un rialzo dell’ indice di circa il 7% entro la fine del 2008, ma anche noi siamo convinti che sia giunto il momento di impegnarsi di più sul mercato statunitense rispetto alle borse europee”.

Senza contare, ovviamente, le quotidiane rassicurazioni dei nostri politici. Una su tutte; mentre i mercati affondavano a più non posso Silvio Berlusconi al Tg5 del 29 settembre 2008 affermava: “Sono sereno come, immagino, la gran parte degli italiani”!
Lui sì che era ed è sereno...ma gli italiani non credo che la pensano come lui!

Continua.

domenica 30 novembre 2008

Piante spontanee commestibili: conoscerle per apprezzarle!



Fitoalimurgia: questo è il nome della branca di studi che si occupa dell'alimentazione con piante spontanee, cioè di usare le erbe spontanee a scopo alimentare.

Le erbe “selvagge”, a differenza di quel che si crede, sono molto più vitaminiche, mineralizzanti e perfino proteiche delle loro parenti coltivate.
Per Leonardo da Vinci, “salvatico è ciò che si salva”.

Le erbe selvatiche commestibili, infatti, aiutano sia la salute che le nostre tasche , soprattutto in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo, ove i prezzi di frutta e verdura sono ormai alle stelle.
Si calcola che sulla Terra le piante non coltivate commestibili siano tuttora circa 80.000; di queste solo 5.000 sono effettivamente usate.
Lungi da me riportare la lista di tutte queste piante che madre natura ci ha donato e continua a donarci senza nulla chiedere in cambio, anche se sarebbe auspicabile, da parte di tutti, darle qualcosa in cambio, a cominciare da un maggior rispetto!

Ne prenderò in esame soltanto tre veramente interessanti:


-
Portulaca Oleracea: considerata comunemente una pianta infestante, è invece un'ottima pianta sia da usare a tavola come il prezzemolo o per la preparazione di salse, sia perchè ricchissima di grassi omega-3 (importanti per la prevenzione di attacchi cardiaci). Inoltre è ricchissima di melatonina, un antiossidante che aiuta a prevenire i tumori, acido alfa-linolenico, possiede un elevato contenuto di proteine e di polisaccaridi idrosolubili. Per uso esterno, un impacco di foglie può essere usato in caso di foruncoli, punture d’api ed eczema.

-Ortica: anch’essa considerata comunemente una pianta infestante, è invece un ottimo alimento, ricchissimo di minerali e proteine ( possiede tutti gli aminoacidi essenziali), ricca di vitamina C, clorofilla, sali minerali (silicio, ferro, calcio, manganese e potassio), carotene, acido formico, acido gallico, acido folico, tannino, istamina, acetilcolina. Grazie ai suoi componenti l'ortica è una pianta emostatica, antireumatica, cicatrizzante, antianemica, depurativa, vasocostrittrice, antinfiammatoria e regolatrice della flora intestinale. Se ne utilizzano sia i germogli freschi che le foglie più tenere. Si utilizzano in minestra con altre verdure (ha un gusto veramente ottimo) e in risotti. Le foglie essiccate e ridotte in polvere si aggiungono alle farine per farne crackers e anche biscotti dolci. La si utilizza, inoltre, anche per fare stoffe, asciugamani e carta, soprattutto in Nepal e Germania.

-Tarassaco: pianta spontanea veramente eccellente dal punto di vista nutrizionale. Contiene olio essenziale, tannino, inulina, mucillaggini, pigmenti flavonoidi, glucidi, provitamina A, vitamine B, vitamina C e sali minerali. Le proprietà del tarassaco sono: colagogo (aumentare la quantità di bile che defluisce nell’intestino), diuretico, lassativo, antiscorbuto, depurativo, stomachico e tonico. Del tarassaco si utilizzano sia le foglie che le radici.

Prima di andare al supermercato, quindi, date un’occhiata nella campagna o nel bosco più vicino a voi e verificate l’eventuale presenza di una o più piante delle circa 80.000 disponibili a costo zero e con proprietà nutrizionali pari o superiori a ciò che comprereste altrove!

Dopodichè fate questo ragionamento:
devo preparare un risotto con gli spinaci?
Ok.
Quant’ è il costo degli spinaci?
2 euro al Kg!
Quant’è il costo delle ortiche appena raccolte vicino casa?
Zero.
Bene, decido di cucinare un bel risotto alle ortiche, che vi assicuro essere molto più saporito, nutriente ed economico di quello con gli spinaci!
Provare per credere!